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…Memoria

Non so se “il cielo si sia improvvisamente oscurato”, se sia scomparsa qualsiasi ipotesi di futuro e rimanga, a garantire di una qualche certezza, solo la contemplazione e la memoria del passato. Non è improprio sottolineare come spesso il passato che ci ricordiamo e che raccontiamo non sia ciò che era, bensì sia la ricostruzione funzionale che, nel presente, ci facciamo per poterci garantire un futuro. Ovviamente ognuno si ricostruisce il suo che propone come quello di tutti. Non è un’ipotesi consolante, perché noi non viviamo in un’epoca indifferente rispetto alla memoria. Infatti, nell’epoca dell’impero mediatico, dove la cosa più frequente è la continua messa al margine delle voci critiche, lo scenario complessivo in cui siamo calati è quello magistralmente descritto da Orwell in “1984” laddove scrive “Chi controlla il passato, controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il futuro”. Per questo inviterei tutti noi ad avere una dimensione rispettosa ma critica del passato, compreso il proprio, e dunque anche il mio che scrivo, per portarcelo, senza miti e senza nostalgie, verso un futuro in cui tutti, dal più dotato al più modesto, abbiano a riconoscersi e, auspicabilmente, a ritrovarsi.

David Bidussa, storico sociale delle idee