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Tracciabilità e boicottaggi

“Territori Occupati”, riferita ad Israele, è da tempo espressione obsoleta e direi altamente nostalgica. Infatti, anche a sottoscrivere il concetto, in realtà assai opinabile, ormai da anni si tratta di ben poca cosa visto che esistono i Territori dell’Autorità palestinese concessi a suo tempo da Israele.
Nel caso si potrebbe parlare di “territorio occupato” pensando alla dittatura integralista dei terroristi di Hamas! Comunque, dinanzi a questa realtà il boicottaggio del quale si legge in questi giorni, ad opera di realtà appartenenti a Conad e Coop (rivolto appunto ai prodotti venduti da Israele e originari dei “territori”) appare ancor di più anacronistico e destinato, pur stanti i distinguo espressi in particolare da Coop, a portare solamente acqua al mulino della stantia tradizione estremista, in questo caso spesso di sinistra, antisraeliana “a prescindere”.
Allergico, da buon liberale, ai boicottaggi economici che sanno di ipocrisia quando si vuole operare nel mercato, potrei invece apprezzare quanto dichiarato da Coop, ovvero che la decisione ostracista riguarderebbe solo quei prodotti (pare si parli dello 0,4 per cento dell’import da Israele!), originari dei “Territori”, per carenza di tracciabilità, ovviamente sempre che ciò sia corretto: ovvero il cliente non capirebbe esattamente quale provenienza abbia il prodotto e non potrebbe quindi determinare pienamente e liberamente la propria scelta.
Dicevo che potrei capire se tale rigoroso metodo venisse applicato a tutto campo: quindi vorrei sapere se dell’uvetta turca proveniente magari dai territori curdi, se qualche prodotto spagnolo origina forse da quelli baschi o se, tanto per citare un altro esempio, del “made in China” o “PRC” che dir si voglia è invece di fonte tibetana.
Da ultimo ma certo non da meno, vorrei anche sapere se qualche prodotto importato, con lodevole intento benefico, dai Territori dell’Autorità palestinese sia “made in Gaza” e quindi contribuisca ad arricchire i terroristi di Hamas.
Insomma, “tracciabilità totale” per tutti e non solo per i soliti.

Gadi Polacco