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La trappola della memoria

Ti ricorderai che fosti schiavo in Egitto, e osserverai e metterai in pratica queste leggi (Devarim 16,2).
Il precetto di ricordare, qui come in altri punti della Torà, non è fine a se stesso, ma è legato a un impegno concreto per il presente e per il futuro (osservare e fare). La tradizione ebraica sembra quasi diffidare della storia in sé, per il puro gusto di ricostruire il passato. In effetti ciascuno di noi seleziona e interpreta i fatti a modo suo e fatica ad accettare che la stessa vicenda possa essere raccontata diversamente. A volte nella nostra vita quotidiana, e nelle nostre comunità, si passa troppo tempo a discutere su come, perché e per colpa di chi si siano creati determinati problemi; questo non solo è poco utile, ma non aiuta il confronto, perché difficilmente ciascuno si staccherà dalla propria memoria personale. Mi sembra più facile riconoscere le ragioni altrui quando si discute del presente e del futuro, si confrontano le diverse visioni e opinioni, si analizzano le soluzioni possibili per ogni problema e si cerca una mediazione che soddisfi il maggior numero possibile di persone. La memoria condivisa in alcuni casi non dovrebbe essere il punto di partenza, ma forse potrebbe essere quello di arrivo.
Anna Segre, insegnante
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Anna Segre, insegnante