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I ripensamenti di Bernard Henry Levy

Il noto filosofo ebreo Bernard Henry Levy che si era fatto notare negli ultimi mesi per la sua difesa del Vaticano e i suoi virulenti attacchi contro Israele, sembra rinsavirsi. Forse è il risultato di aver trascorso qualche giorno in Israele, forse è un opportuno ripensamento ma in ogni caso ha cambiato il suo tono. Sul quotidiano Haarez odierno egli scopre che “il fiume di ipocrisia e mala fede che sembrava di stare proprio aspettando la Mavi Marmara, non è assolutamente accettabile.” Egli scopre che alcuni quotidiani francesi come Liberation non fanno che contribuire alla delegittimizzazione dello stato ebraico. Egli si accorge anche che se c’è un’entità nella regione che cattura ostaggi, questa è Hamas e non Israele.
Meglio tardi che mai. Ma questa è anche una lezione per certi ebrei italiani che gioiscono nell’attaccare Israele, per farsi accettare dall’opinione pubblica come insospettabili equidistanti. Forse capiranno anche loro che attaccando Israele essi non si lavano del peccato originale di essere nati ebrei.

Sergio Minerbi