moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Redazione Aperta – Sanja Simper, insegnare la Memoria

Prima insegnante croata ad occuparsi attivamente di Shoah e Memoria, la professoressa Sanja Simper è stata ospite della redazione per un confronto e per un approfondimento sui suoi studi, che hanno fornito un quadro più dettagliato sulle comunità ebraiche di Fiume e di Abbazia e sui grandi personaggi che ne hanno fatto la storia (in alcuni casi Sanja si è occupata della riscoperta di figure insigni finite nel dimenticatoio). Nel corso dell’incontro con la redazione è stato ricordato il contributo fondamentale dato dalla studiosa nella realizzazione del dossier pubblicato nel numero di luglio della testata UCEI, dedicato ad alcune realtà ebraiche del panorama austroungarico.
L’interesse di Sanja per il mondo ebraico inizia in gioventù: in particolare per questione identitaria e antisemitismo. La sua tesi di dottorato esamina le dinamiche delle comunità di Fiume e Abbazia nel periodo che va dalla promulgazione delle leggi razziali in poi. Passata dal banco alla cattedra, nel 2002 Sanja promuove insieme a una collega una serie di progetti per gli studenti, facoltativi e da sviluppare nel tempo libero, con argomento Shoah e persecuzioni antiebraiche. La risposta è sorprendente: oltre settanta alunni scelgono di farsi coinvolgere. Il liceo di Abbazia diventa così la prima scuola croata a lavorare in modo propositivo sulla Memoria, tema fino a quel momento ai margini dei programmi didattici. A fine anno viene organizzata una mostra che riscuote apprezzamenti da più parti. Ivo Goldstein, storico e presidente della Comunità ebraica di Zagabria, si complimenta così: “Avete raccolto più materiale voi del Simon Wiesenthal Center”. Anche il presidente della Comunità di Trieste Andrea Mariani rimane colpito e si impegna per allestire una esposizione analoga in terra giuliana: Sanja accetta di partecipare. Nel 2006 le sale del museo di via del Monte ospitano la mostra L’educazione spezzata – Scuole ebraiche a Trieste e Fiume durante le leggi razziali (1938-1943). “Un grande successo di pubblico e contenuti”, ricorda Sanja.

Adam Smulevich