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Israele…

Leggeremo questo Shabbat come alla vigilia dell’ingresso degli ebrei in terra d’Israele e di una campagna militare di conquista dall’esito incerto (in prospettive umane) Mosè anticipi le loro perplessità: “Questi popoli sono numerosi, come sarà possibile vincerli?” (Dev. 7:17). Nella logica intuitiva vince chi è più forte e in primo luogo, ad armi pari, è più numeroso. Nella logica che Moshè rappresenta le regole sono differenti. La preoccupazione per un nemico numeroso, che già nella Torà è un’ossessione antisemita (gli ebrei sono tanti, per il Faraone all’inizio dell’Esodo e per Balaq re di Moav, Bemid. 22:3), non è la chiave giusta per comprendere il destino d’Israele. Che da millenni passa per la storia con regole al di fuori della logica.

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma