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Israele e noi – JCall Italia: “Manifestazioni discutibili”

L’onorevole Fiamma Nirenstein ha indetto a Roma la manifestazione Per la Verità, per Israele per il 7 Ottobre. La manifestazione si propone di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sui tentativi di delegittimazione dello stato di Israele e sulle persistenti correnti di antisemitismo che pervadono l’Europa e il Medio Oriente. Non sottovalutiamo certo questi fatti e a tale riguardo l’iniziativa appare condivisibile.
Ci sembra però che una difesa lungimirante d’Israele non possa sottacere le responsabilità del governo presieduto da Benjamin Netanyahu nei negoziati con la controparte palestinese. A nostro avviso, la ripresa di nuove costruzioni negli insediamenti in Cisgiordania compromette i negoziati in corso e fa dubitare dell’autentica volontà di compromesso e di pace dell’attuale governo israeliano.
Con l’interruzione della moratoria – che peraltro è stata applicata in modo parziale, come documentano ricostruzioni precise di ONG israeliane, quali Pace Adesso e B’Tselem – la coalizione guidata da Netanyahu scredita l’amministrazione Obama (tacciata di appeasement dall’onorevole Nirenstein in un’intervista a Il Foglio del 25 settembre 2010) e persegue quella politica di espansione nei Territori Occupati a cui si oppone la parte più responsabile dell’opinione pubblica israeliana.
A questo proposito, desideriamo ribadire, che è del tutto possibile sostenere sinceramente Israele e criticarne la politica. È quanto fanno, ad esempio, scrittori come David Grossman, Amos Oz e Abraham Yehoshua. È quanto fa JCALL, il nuovo movimento ebraico europeo, il cui documento fondativo, l’Appello alla ragione, sottoscritto da oltre 7000 ebrei di numerosi paesi europei (www.jcall.eu), esorta il governo di Israele a porre fine all’occupazione e a giungere a una soluzione negoziata di pace, basata sul principio di “due stati per due popoli”.
La manifestazione del 7 Ottobre si concentra esclusivamente sulle minacce esterne (alcune reali: l’oltranzismo antisemita di Ahmadinejad; altre fasulle: l’amministrazione Obama), tacendo circa le responsabilità di Israele nell’impasse nei negoziati con Abu Mazen.
Ci sembra quindi che la manifestazione intenda di fatto prevenire -attraverso l’argomento condivisibile dell’antisemitismo – ogni critica a scelte politiche che a noi appaiono errate e nocive, proprio nel momento in cui sarebbe necessario incoraggiare la volontà di negoziato e denunciare le azioni che lo vanificano.
Per la Verità, per Israele si presenta non tanto come un’iniziativa pro-Israele, quanto come un intervento a favore della coalizione di destra che governa quel paese. E ci resta il dubbio, per non dire il timore, che aderirvi non sia il modo migliore per esprimere solidarietà a Israele né contribuisca a creare un clima propizio a una composizione del conflitto.

JCALL Italia