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La passeggiata di Ahmadinejad

“Israele è una minaccia perenne per il mondo”. Ahmadinejad è arrivato in Libano, si è incontrato con gli Hezbollah e ha lanciato i suoi messaggi. I nostri adolescenti guardano e ascoltano senza dire nulla…sembra che non si interessino ma quando arriva il momento di preparare il programma radio settimanale di Beresheet LaShalom questo è il primo argomento che sollevano: parlano dell’impossibilità di un dialogo con chi non ti riconosce come entità e ne parlano scherzando per scacciare l’idea che l’uomo che ogni giorno minaccia di distruggere la loro casa è qui proprio a due passi, al di là del confine.
Per i ragazzi arabi non è facile…molti di loro sono abituati a tenere accesa in casa la TV collegata con la Siria o con El Jazeera che trasmettono 24 ore su 24. I sentimenti sono contrastanti. I messaggi che ricevono sono difficili anche per chi come loro ha deciso di vivere un anno intero in casa con dei ragazzi ebrei, creare attività educative insieme a loro cercando di imparare le tradizioni e le usanze dell’altro e trasmettendo le proprie.
Dana Saadi è una delle ragazze del gruppo ed è cresciuta in Italia.
Ha scelto di provare un’esperienza diversa da quella dei compagni con cui ha condiviso i suoi primi diciotto anni e scrive: “Purtroppo molto spesso, come in questo caso, ci si dimentica che prima di appartenere ad una terra, prima di essere dei cittadini siamo degli esseri umani dotati di cuore, mente e anima. Colui che se ne è dimenticato è proprio un uomo. Cosa si può fare? Diversi sono i punti di vista e le opinioni riguardo Ahmadinejad e Israele. Dobbiamo combattere? rassegnarci? ragionare? difenderci? ignorare? E’ affascinante e terribile allo stesso tempo come uno stato così piccolo possa contenere una tale concentrazione di mentalità, culture, religioni e forze differenti e contrastanti. La soluzione non ce l’abbiamo ancora, ma noi di Beresheet LaShalom ne discutiamo e guardiamo in faccia la realtà che ci riguarda.Tutti insieme, ognuno dal suo punto di vista.”
Vado a leggermi su Google il discorso del presidente iraniano.
Accuse gravi ed incitamento all’odio verso Israele e il popolo ebraico. Non è facile mostrare ai ragazzi una verità diversa da quella che conoscono. Ma il fatto stesso che ne parlano, che ascoltano e discutono, che incontrano una ragazza musulmana che non la pensa come tutti gli altri, che ha il coraggio di dire ciò che si vede quando si esce dalla caverna di Platone, è un piccolo passo avanti.

Angelica Calo Livne