Basta poco
Con una scelta coerente ai temi della prima puntata di “Vieni via con me”, Saviano non ha parlato delle sue radici. Da par suo, ha riacceso le luci su Borsellino, poi, in un altro segmento, dopo essersi messo una bandiera tricolore in spalla, ha parlato del Risorgimento con una passione civile sconosciuta al mondo presente e ha pronunciato il giuramento della Giovane Italia. Lo ha fatto sia in modo ponderato che con slancio, cosa che che gli fa ulteriormente onore, e abbiamo amato Roberto Saviano anche per questo, senza fare come è accaduto per settimane la grottesca contabilità della sua appartenenza spirituale. Eppure quello che vedevamo in onda in un volto bruno approfondito dai due pozzi degli occhi, era anche un ebreo italiano – il Risorgimento, una famiglia di patrioti, un retaggio sefardita. E la bolla anti-ebraica che aveva giganteggiato intorno a lui per qualche settimana, si è afflosciata come se non fosse mai esistita – oblio allo stato puro, surrealtà: come nei sogni. La morale è antichissima e oltrepassa sia l’epoca che una trasmissione davvero eccezionale, e le oltrepassa dato che riguarda il tormento così antico della vita ebraica, e la morale è infatti la solita: che basta così poco perché non ci siano problemi ebraici – è sufficiente non porli.
Il Tizio della Sera