Competere o collaborare?

Il collegio docenti del mio liceo ha scelto a larghissima maggioranza di non partecipare al progetto di valutazione degli insegnanti. Allo stesso modo mi risulta si siano pronunciati gli altri licei classici torinesi. Perché non vogliamo essere valutati? Pretendiamo di fare i nostri comodi senza controlli? Perché chi si dà da fare non deve essere distinto da chi batte la fiacca? Non è forse giusto che il merito sia premiato?
In realtà il progetto prevede che siano sottoposti alla valutazione solo i docenti che ne fanno richiesta (saranno davvero i più meritevoli?), e che, indipendentemente dai risultati, sia premiato solo il 20% di questi. Così più che distinguere il merito e stimolare la buona volontà si rischia soprattutto di mettere gli insegnanti gli uni contro gli altri, distruggendo quella possibilità di lavoro di squadra e di collaborazione che finora era uno degli indiscutibili vantaggi della nostra professione. Se questo progetto sperimentale diventasse la prassi di tutte le scuole pubbliche, discutere con i colleghi, confrontarsi, scambiarsi materiale didattico e idee potrebbe diventare molto più difficile.
E le scuole ebraiche? Continueranno a collaborare tra loro come fanno da anni e come giustamente prevede anche la mozione approvata al congresso dell’UCEI? Troveranno sistemi per premiare il merito degli insegnanti senza metterli gli uni conto gli altri? Potrebbero diventare in un futuro non troppo lontano isole felici di collaborazione in un mare di competizione? Sarebbe una sfida interessante per le nostre comunità.

Anna Segre, insegnante