Voci a confronto

L’argomento più diffuso della rassegna è oggi ancora la riflessione sul terribile attentato di Alessandria e sulla persecuzione che i cristiani subiscono soprattutto nel mondo islamico. Al di là delle giuste manifestazioni di solidarietà alle vittime, il problema per quanto riguarda l’Egitto è politico: Azzurra Meringolo parla sul Riformista di un’opposizione egiziana schierata con i copti, chiedendo libertà di religione e attribuendo le colpe al regime di Mubarak, come fa Meluzzi su Libero. Ma il problema è più complesso di quel che pare. E’ vero che l’attentato è opera di Al Queida, come sostiene un articolo siglato R.Bon sul Sole? Magari per il fatto che i cristiani sono solo un “facile obiettivo che fa notizia” (Alberto Negri sul Sole).E qual è la posizione dei Fratelli musulmani, principale forza dell’opposizione egiziana, ma forza integralista e non aliena dal terrorismo, da cui non a caso viene Hamas? Se lo chiede Antonio Picasso sul Riformista. Anche perché prima della persecuzione dei copti, in particolare ad Alessandria, c’è stata quella degli ebrei e in generale la distruzione del clima internazionale e aperto della città (Francesca Longo sul Riformista).
Un altro tema della stampa di oggi è il ritrovamento in Tirolo di una fossa comune con oltre duecento vittime dell’eutanasia nazista (Vincenzo Savignano su Avvenire).
Un terzo tema importante è quello dell’economia israeliana, che è in gran forma come spiega Dimitri Buffa sull’Opinione e ora può anche far conto sullo sfruttamento del nuovo grande giacimento sottomarino di gas. A questo proposito si discute sull’entità delle royalties che le imprese sfruttatrici devono pagare allo stato(Guy Chazan sul Wall street Journal, Tobias Buck sul Financial Times). A proposito di Israele, Jan Burma sul Corriere ammonisce sull'”abbraccio dei falsi amici” che sarebbero i partiti di destra europei che dimostrano simpatia per la causa israeliana. Essendo Burma stesso tutt’altro che un amico di Israele, il suo discorso va preso come un sintomo dell’allarma che una certa élite politico-culturale europea sente per il fallimento del suo disegno di isolamento dello stato ebraico e allo stesso tempo di promozione di un appeasement europeo con l’islamismo. E’ Marco Travaglio, sul Fatto quotidiano, giornale certamente poco amico di Israele pure lui, a riconoscere l’indipendenza e l’autorità dei giudici israeliani.
Interessante l’inchiesta di Frédéric Lemaitre su Le Monde sul “rinnovamento della comunità ebraica tedesca”.
Due notizie, una sul Tempo e una sul Messaggero informano infine sul rinnovamento del consiglio dell’Unione Giovani Ebrei Italiani e sull’elezione del nuovo presidente Massimo Regard.

Ugo Volli
4 gennaio 2011