Qui Milano – Domande e risposte
All’ora prevista per l’inizio dell’assemblea generale degli iscritti della Comunità ebraica di Milano, la sala era quasi piena, e altra gente ha continuato ad arrivare. Questa, in una Comunità che negli ultimi anni si contraddistinta spesso per la scarsa affezione della sua gente, è già una notizia positiva, segnale di grande cambiamento, come non ha mancato di sottolineare il dottor Daniele Schwarz, chiamato a presiedere l’assemblea.
La discussione si è aperta all’insegna dei numeri, con la relazione sul bilancio preventivo dell’assessore alle finanze Alberto Foà. Numeri che raccontano una situazione economica della Comunità ancora difficile, ma decisamente migliorata rispetto alle previsioni, grazie ad alcune mosse di risanamento: la ridefinizione dell’organigramma, la razionalizzazione delle spese e del sistema dei sussidi scolastici, la riscossione dei tributi arretrati, ma anche la decisione di vendere alcuni appartamenti di proprietà della Comunità. “Tre sono le misure fondamentali che abbiamo previsto per questo 2011: la riforma del sistema dei tributi, la gratuità dell’asilo nido e della scuola materna, il proseguimento della riorganizzazione” ha concluso Foà. Concetti ribaditi anche dal presidente Roberto Jarach “Abbiamo dovuto agire con decisione negli ultimi mesi perché la situazione economica era davvero insostenibile, ma ora, oltre che sul risanamento, vogliamo migliorare la Comunità e i servizi che offre. Senza dimenticare però che la Comunità per stare in piedi ha bisogno della coscienza di tutti gli iscritti che la loro partecipazione è necessaria per la sua esistenza, perché questa esistenza è un valore in sé, che va al di là dell’offerta di servizi”, ha sottolineato Jarach, rispondendo a chi domandava cosa mette a disposizione la Comunità a fronte dei contributi che chiede.
Non è stata tuttavia questa la principale critica mossa al lavoro della giunta, che è stato riconosciuto come molto positivo dalla maggior parte dei presenti, quanto piuttosto l’aver adottato un tipo di rapporto con gli iscritti eccessivamente freddo e burocratico, caratterizzato da metodi “poco da Comunità”, secondo l’opinione di molti. E proprio questo elemento è stato alla base di considerazioni mosse da alcuni consiglieri di minoranza, come Walker Meghnagi, che ha sottolineato l’importanza di risanare i numeri del bilancio, ma anche di ricostruire il sentimento, mentre Roberto Liscia ha posto il più generale interrogativo di quale modello di Comunità l’ebraismo milanese vuole adottare per il suo futuro.
Nella discussione sono poi emersi profili di criticità rispetto a due punti da sempre molto caldi nell’agenda della Comunità ebraica di Milano, il costo della carne kasher e l’andamento della scuola ebraica, e specie delle superiori.
Il presidente Jarach ha reagito con disappunto all’accusa di una signora che ha chiesto conto del fatto che “la giunta non sta facendo niente per avere carne kasher a prezzi più accessibili”, evidenziando che l’assessore al culto Milo Hasbani ha dedicato il lavoro degli ultimi mesi a studiare una proposta per risolvere il problema che dovrebbe essere presentata entro Pesach, e arrabbiandosi molto quando il presidente dell’assemblea ha insistito per accorciare i tempi del suo intervento perché “se siamo qui per parlare dei problemi della Comunità, è bene che io possa dare risposte esaurienti, altrimenti questo non ha senso”.
Alle perplessità legate alla mancanza di investimenti specifici per la scuola superiore, lette come sintomo di scarso interesse, che ha formulato il consigliere Guido Osimo, ha invece risposto l’assessore alla scuola Paola Sereni. “Questa giunta ha una grande attenzione per i licei e si sta impegnando per rendere la scuola ebraica una scuola di qualità sempre migliore, anche se forse non c’è un numero in bilancio che lo racconta”. E la centralità della scuola nella vita della Comunità è stata ribadita anche da Foà, che ha sottolineato che quella di togliere le rette per nido e materna è una scelta strategica per agevolare le famiglie giovani e per aumentare in prospettiva il numero di allievi, rispondendo così a chi ha espresso preoccupazione per la volontà di molti genitori di togliere i propri figli dalla scuola per ragioni economiche.
In chiusura c’è stato spazio anche per un ricordo di Tullia Zevi, cui è stato dedicato un caloroso applauso.
Plauso per il lavoro di risanamento dei conti, ma anche richiesta di migliore comunicazione, maggiore dialogo e attenzione ai problemi degli iscritti, impegno per la scuola. Questo dunque il messaggio che l’assemblea con la più alta partecipazione degli ultimi anni ha lanciato alla giunta, che ha ancora davanti a sé più di tre anni di lavoro.
Rossella Tercatin