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Qui Firenze – Emancipazione e partecipazione

Introdotta dai saluti del presidente della Comunità ebraica di Firenze Guidobaldo Passigli, dell’ex ministro Valdo Spini e della professoressa Dora Liscia Bemporad, curatrice dell’iniziativa, è in svolgimento la seconda giornata di studi del convegno L’emancipazione ebraica in Toscana e la partecipazione degli ebrei all’Unità d’Italia, seminario dedicato al contributo dato dalla minoranza ebraica toscana alla riunificazione nazionale e alla grande battaglia liberale del Risorgimento. Organizzato dalle tre Comunità ebraiche della Toscana (Firenze, Livorno e Pisa) in collaborazione con i poli universitari di riferimento e con Fondazione Spadolini, Circolo Fratelli Rosselli e Fondazione Ambron Castiglioni, il convegno ha vissuto un primo e intenso momento ieri nella sede della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Pisa dove i relatori hanno esposto le vicende dei due nuclei ebraici litoranei ripercorrendo tra le altre la singolare storia di libertà e diritti civili di cui poterono in parte godere nei secoli addietro.
Il convegno prosegue in data odierna nell’Aula Magna del Dipartimento di Studi Storici e Geografici dell’Università degli Studi di Firenze. Nel corso della mattinata, coordinati dal professor Cosimo Ceccuti, si alternano al microfono storici e docenti universitari. Dal ruolo delle minoranze nel processo unitario al lungo percorso dell’emancipazione ebraica, dalla prima ricognizione sulle fonti archivistiche della sezione ebraica senese al ruolo delle donne ebree nell’Italia unita, al pubblico viene presentata una panoramica ampia e articolata su molti aspetti di questo importante percorso di contribuzione alla causa nazionale. La seconda sessione dei lavori, dedicata agli aspetti sociali delle comunità ebraiche in epoca risorgimentale, sarà coordinata da Mariella Zoppi e si aprirà nel primo pomeriggio al termine della pausa pranzo. Verranno affrontati tra gli altri il tema della svolta scientifica negli studi religiosi e il passaggio educativo che portò i giovani studenti ebrei dai ghetti alle scuole dell’Italia unita. Chiuderà un intervento dedicato al Tempio monumentale di Firenze, edificio inserito ormai a pieno titolo nella skyline fiorentina il cui primo progetto fu proposto nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, divenendo per l’ebraismo toscano uno dei simboli più evidenti del nuovo vento democratico che spirava nel paese.

Adam Smulevich