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Libera Chiesa in libero Stato

Dinanzi ai grandi flussi migratori “bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana” ha detto Papa Ratzinger parlando ai membri dell’Associazione Nazionale Comuni italiani.
Da buon liberale, quindi laico che non vede conflitto tra laicità e religioni a fronte di reciproco rispetto delle rispettive autonomie,non posso che prendere atto del fatto che il capo della Chiesa Cattolica fa il suo mestiere anche quando,come in questo caso, ribadisce concetti illiberali quali l’aggiornata versione di una sorta di religione di stato che egli ovviamente e legittimamente vede nella tradizione cattolica.
Certo non può passare inosservato come il Papa abbia significativamente scelto, per ribadire questa tesi, un’udienza agli amministratori comunali che, come ha opportunamente ricordato il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, come tali sono comunque laici.
Se poi si aggiunge che alla base del discorso vi erano i 150 anni dell’Unità d’Italia il cerchio è chiuso, confermando quanto sia ancora oggi attuale e necessario approfondire il principio cavouriano di separazione tra Stato e religioni.
“Frate, frate, libera Chiesa in libero Stato” sarebbero state,secondo alcune fonti,le ultime parole ancora attuali del liberale e cattolico Cavour.

Gadi Polacco