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Qui Roma – Marco Moscati con i Mille del coraggio

Marco Moscati, classe 1916, era uno dei mille partigiani di origine ebraica, pari al 4 per cento della popolazione ebraica italiana, percentuale superiore a quella dell’intera popolazione del nostro Paese. Gli ebrei furono tra i primi ad aderire alla Resistenza e il loro sacrificio per la Patria fu altissimo, visto che fra di essi vi furono circa 100 morti tra fucilati e uccisi in combattimento (il 10 per cento del totale). La storia di Moscati, partigiano delle bande dei Castelli, amico e collaboratore del famoso comandante Pino Levi Cavaglione, anche lui ebreo, è esemplare, anche per il contesto familiare: il fratello Emanuele fu assassinato assieme a lui dai tedeschi alle Fosse Ardeatine e il fratello Davide morì ad Auschwitz. Marco fu uno dei protagonisti di una delle azioni più importanti della Resistenza nel Lazio e in Italia, la distruzione della linea ferroviaria Roma-Cassino, che provocò centinaia di morti e feriti tra i tedeschi. L’identificazione della sua salma e la riscoperta di una vicenda dimenticata è l’ennesima dimostrazione di quanto lavoro vi sia ancora per gli storici e quanti documenti vi siano ancora da esplorare e analizzare.

Mario Avagliano, giornalista