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Frattini: “Preoccupazione per l’uso di armi chimiche”

21 aprile 2011
Il ministro degli Esteri Franco Frattini nella relazione annuale al Parlamento sull’attuazione della convenzione di Parigi del 29 aprile 1997, scrive che il piano internazionale per lo smaltimento da parte degli Stati delle armi chimiche procede bene anche se lentamente, “ma desta particolare preoccupazione l’eventuale impiego di questo tipo di armi da parte di soggetti non statuali”. Frattini sottolinea la necessità di affrontare questa emergenza: “Sarà necessario accrescere le azioni dirette a contrastare – si legge nel documento appena pubblicato dalla Camera – la proliferazione delle armi chimiche, individuando strutture di gestione delle emergenze, agendo con la prevenzione e la repressione anche al livello internazionale”. La relazione fa un accenno alla Libia: “Questo paese ha dichiarato di essere in possesso di armi chimiche; ha aderito alla convenzione di Parigi soltanto nel 2004, alimentando le speranze che altri paesi dell’area possano seguire al più presto il suo esempio, uscendo in tal modo dal circolo vizioso dei reciproci condizionamenti”. Sono 188 gli stati che finora hanno ratificato la convenzione di Parigi e rappresentano il 98% della popolazione del pianeta. Alcuni, a distanza di 14 anni, ancora non l’hanno fatto. Il nostro ministero ricorda che tra questi ci sono gli stati di Israele, di Myanmar, che pure hanno firmato la convenzione. In Africa hanno ratificato 50 paesi su 53: sono ancora fuori Angola, Egitto e Somalia. Frattini sottolinea che il nostro Paese si è molto adoperato per la distruzione delle armi chimiche, ricevendo per questo il riconoscimento internazionale. Tuttavia il mondo è in ritardo. Il piano doveva durare 10 anni e consentire entro il 2007 la bonifica del pianeta da questa pericolosa offensiva. Tutti hanno chiesto una proroga fino al 2012 come prevede il trattato di Parigi, ma anche per l’Italia “é inverosimile – ammette Frattini – che le attività di distruzione possano terminare entro tale data”. A proposito, il ministro ricorda che il centro italiano che si occupa di questo si trova nel Centro Tecnico Logistico Nbc di Civitavecchia, che necessita di “adeguati finanziamenti”.