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Abbonarsi, mica nespole

E’ un lungo periodo che detto in breve il Tizio non ha quattrini. Sai i quattrini dei bei tempi quando lui comprava il dentifricio con la striscia d’argento che fa il giro del tubetto. Adesso il dentifricio ha il tubo bianco e una striscia azzurra che sembra fatto in Unione Sovietica. Ed è strano, miseria cavolina, perché l’Unione Sovietica non c’è più e il dentifricio cupo sì. Guarda è un miracolo, un immenso bene tutto questo male. Non avere un euro, dice a sé stesso, e così uno si rende conto cosa sia l’acqua calda e zacchete che ti fai il bagno; accendi il gas e plimfete cucini senza che vai in cantina a prendere il carbone; fai cicchete e la luce si accende, che una volta premevi l’interruttore senza pensare a checappero di bellezza sia avere la luce che uno gira per casa anche quando la notte è fonda e fuori ci sono i gatti selvaggi che ti saltano addosso. Idem il telefono: se conosci la matematica fai dei numeri e puoi parlare con i colleghi esseri umani. Bene bene, che adesso finalmente siamo tutti senza soldi e non c’è niente di scontato – a parte le confezioni di sardine del Lussemburgo che prende allo hard discount al bancone con l’odore forte. Ma non è certo che siano proprio sardine perché hanno un leggero gusto di spazzolone. Meno male che per la mazurka ci sono ancora le cose che costano quello che devono e anzi uno si arricchisce. Come Pagine Ebraiche: scusa, ma ti sembra normale che spendi solo 20 euro e ti abboni per un anno a Pagine Ebraiche? Oh, un anno. Io mi abbono, mica nespole.

Il Tizio della Sera