Qui Roma – “Iniziativa nel segno di unità e fratellanza”
“Un’iniziativa nel segno dell’unità e della fratellanza”. Così il Consigliere della Comunità ebraica di Roma Joseph Di Porto a proposito del comunicato congiunto firmato da esponenti delle delle tre forze politiche che guidano l’ebraismo romano – oltre a Di Porto, in rappresentanza della lista Per Israele, sono proponenti anche Raffaele Sassun (Efshar) e Victor Magiar (Hazak) – presentato lunedì pomeriggio in occasione dell’ultima riunione del Consiglio della Comunità ebraica capitolina. Il comunicato affronta le tensioni recentemente sorte a seguito dell’iniziativa di solidarietà organizzata dalla Comunità a favore degli abitanti dell’insediamento di Itamar dopo l’atroce massacro della famiglia Fogel. Un’iniziativa che, ferma restando la netta condanna per il terribile atto di violenza perpetrato, aveva trovato contrario Giorgio Gomel, tra i fondatori del gruppo Martin Buber-Ebrei per la pace, che in una lettera pubblicata dal giornale comunitario aveva manifestato la sua contrarietà e spiegato di non considerare “sentimentalmente nostri fratelli” gli abitanti di Itamar. La lettera aveva fatto nascere una violenta contrapposizione interna all’ebraismo romano. Una contrapposizione sfociata nelle scritte e negli striscioni apparsi negli scorsi giorni sui muri del Ghetto.
“Le contrapposizioni degli ultimi tempi – prosegue Di Porto – sono state originate proprio dai toni sbagliati usati in quella lettera. Serviva un messaggio forte da inviare a tutte le parti in causa per invitare a una maggiore responsabilità verbale”. Alla base un’idea di fratellanza, di identità condivisa che non può essere messa in discussione. “Non possiamo prescindere dal fatto che siamo tutti fratelli” dice Di Porto. “Gli ebrei di Roma e Milano come quelli di Gerusalemme o Giudea e Samaria sono infatti parte della stessa grande famiglia”. La necessità di scongiurare fratture interne e ripristinare un clima di concordia è sottolineata anche da Raffaele Sassun.
“Con questo documento – conferma il leader di Efshar – abbiamo voluto condannare con forza ogni violenza verbale auspicando maggiore attenzione al linguaggio”. Attenzione che, sottolinea Sassun, “deve essere posta da entrambe le parti, perché il documento intende condannare la violenza verbale e auspica una maggiore attenzione al linguaggio di entrambe le parti e non di una sola parte”.
Necessario quindi un confronto meno aspro: “È importante lavorare per l’unità e per questo auspichiamo maggiore serenità in un confronto futuro comunque rispettoso delle diverse scelte politiche e ideologiche di ciascuno”. Soddisfatto infine dell’impegno comune che ha visto lavorare a fianco le tre liste della Giunta comunitaria anche Victor Magiar, capolista del gruppo Hazak. “Il dibattito seguito alla presentazione del documento – commenta il Consigliere UCEI – è stato breve e molto responsabile. Si è infatti colta l’importanza di questo richiamo che non scade nella retorica e che invita a comportamenti più responsabili aprendo la strada a future occasioni di confronto tra gli iscritti nel segno del dialogo”.
Su quanto avvenuto era intervenuto negli scorsi giorni il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna con una dichiarazione intitolata “Abbassiamo i toni, innalziamo i contenuti”.
a.s