Superano la prova i primi praticanti della redazione. Tre giovani ebrei italiani entrano nell’albo professionisti

Rossella Tercatin, Daniel Reichel e Manuel Disegni sono i primi tre giovani formati nell’ambito della redazione del Portale dell’ebraismo italiano che hanno sostenuto con successo l’esame di abilitazione professionale e sono diventati giornalisti professionisti.
Ricevuta la notizia dell’avvenuto superamento dell’esame da parte dei giovani praticanti, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha dichiarato: “Carissimi Rossella, Daniel e Manuel, è con immenso piacere che ho appreso la notizia dell’avvenuto superamento dell’esame e della vostra iscrizione all’albo dei giornalisti professionisti. Vi faccio pervenire le più sentite congratulazioni alle quali unisco quelle rivolte a Guido Vitale che è stato l’ideatore, il sostenitore e il realizzatore di questo progetto. È un successo meritato in quanto la vostra capacità professionale è stata ampiamente dimostrata nel corso dei 18 mesi di praticantato durante i quali avete fornito il vostro validissimo contributo al Portale dell’ebraismo italiano e al giornale Pagine Ebraiche, testate per le quali sto ricevendo continuamente grandi apprezzamenti da diversi ambienti e da diverse città italiane”.
“Spero che la collaborazione con voi possa proseguire nel tempo e nel salutarvi – ha concluso il presidente Gattegna – esprimo il ringraziamento anche ai Consigli delle Comunità ebraiche italiane che, unendo le loro forze con le nostre, hanno consentito la positiva conclusione di questa esperienza”.
Un messaggio di felicitazioni indirizzato al direttore della redazione è pervenuto a questo riguardo dal Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Franco Siddi: “Apprendo la notizia – afferma il leader sindacale dei giornalisti italiani, che aveva inaugurato all’inizio dell’esperienza di praticantato i lavori del corso di formazione Redazione aperta – che i primi tre praticanti della tua redazione hanno superato la prova di idoneità professionale e sono entrati a pieno titolo nel mondo del lavoro giornalistico. Quando è cominciata questa avventura, permettimi caro Guido di ricordare così il tuo progetto, con i corsi di preparazione all’esperienza professionale cui ho avuto l’onore di partecipare, la meta che ti sei dato, il raggiungimento di competenze specifiche attraverso le quali offrire alla comunità di riferimento e più in generale ai cittadini tutti notizie e chiavi di lettura delle stesse secondo una formazione specifica, c’era nell’aria la consapevolezza, ma anche l’entusiasmo di affrontare una vera sfida.
“Questa sfida – aggiunge Siddi – la tua redazione l’ha vinta sul campo già ieri con il timbro dell’Ordine professionale dei giornalisti e ora anche per le istituzioni e per la legge come per me, che ho avuto il privilegio di incontrare i colleghi in erba durante il primo appuntamento di Redazione aperta a Trieste, questa è una bella notizia”.
“Ma è un fatto che suscita gioia anche perché so che sono entrati nella professione colleghi preparati e formati a un giornalismo etico e responsabile, consapevole di una funzione della professione che è soprattutto al servizio dei cittadini e della loro libertà. Oggi questi punti di riferimento sono minacciati nel nome di un giornalismo essenzialmente di fazione e spesso troppo superficiale. Un giornalismo anche militante, ma schierato sulle identità, sulle idee e sui propri convincimenti, resta un giornalismo ricco, capace di essere agente permanente di conoscenza e di convivenza. Auguri vivissimi ai nuovi colleghi e al loro direttore”.
In una lettera indirizzata ai Presidenti delle Comunità ebraiche di Milano e di Torino, Roberto Jarach e Tullio Levi, cui appartengono i tre nuovi giornalisti, il direttore della redazione Guido Vitale informa che i tre giovani da ieri sono iscritti all’albo dei giornalisti professionisti tenuto rispettivamente dall’Ordine dei giornalisti del Piemonte e della Lombardia.
“La loro esperienza di lavoro non ha costituito solo un percorso professionale utile a costruire nuovi mezzi d’informazione per l’ebraismo italiano, ma anche una straordinaria esperienza umana. È con gioia, con emozione, con orgoglio, con estrema gratitudine nei confronti delle vostre rispettive Comunità che ne hanno consentito e favorito l’esperienza professionale che vi segnalo questo traguardo raggiunto da tre giovani ebrei italiani”.
Il direttore ha anche rivolto un messaggio di felicitazioni ai tre nuovi giornalisti, ricordando fra l’altro come “nel 1908, poco più di cento anni fa, il giornalista Salvatore Barzilai, ebreo, esule triestino e fautore dell’Unità nazionale, attivista repubblicano, instancabile assertore dei valori delle libertà civili e della giustizia sociale, chiamava a raccolta i giornalisti italiani per fondare la Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Ancora oggi, in mezzo ai mille problemi di una realtà difficile e contraddittoria, i giornalisti che vogliono esercitare la propria professione a testa alta devono fare riferimento al suo impegno, a una maniera di fare sindacato che si vuole trasparente e rigorosa, attenta nell’interesse di tutti nel tutelare l’autonomia professionale.
Non sempre la categoria dei giornalisti si è dimostrata all’altezza della situazione, ma quei valori, che ancora oggi restano i nostri, sono l’eredità che prendete in consegna al momento del superamento della prova di idoneità professionale. Farne buon uso, in quanto giornalisti e in quanto ebrei italiani, è il massimo onore cui siamo chiamati.
Gettare assieme le basi della vostra professione ha costituito per me un’esperienza difficile e appassionante, una grande occasione di imparare qualcosa, certamente per me e spero in una certa misura anche per voi. Un grande Mazal Tov e l’augurio di un futuro ricco di soddisfazioni”.