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liberazione…

Stasera e domani, 28 di Iyar, si festeggia la liberazione di Yerushalaim avvenuta durante la guerra dei sei giorni. Tra i Salmi più indicati per questa occasione si evidenzia il 122, nel quale si canta, tra l’altro, la gioia di trovarsi sulle porte di Yerushalaim, luogo di pace e di giustizia. Il verso 3 di questo Salmo, forse uno dei più enigmatici della Bibbia “…Yerushalaim che è costruita come una città di un’armoniosa unità…” è commentato dal Talmùd, Taanìt 5 a, come un riferimento all’accoppiamento tra la Yerushalaim celeste e quella terrestre. Ma anche una chiara indicazione di come non c’è una Yerushalaim celeste senza il ritorno del popolo ebraico nella Yerushalaim terrestre. Si conferma pertanto un’imposssibilità di una salvezza religiosa senza una giustizia sociale nella città terrestre. Yerushalaim, dove la luce e l’azzurro del cielo è senza eguali, non costituisce per noi un mero simbolo teologico, come neppure un sito dell’immaginazione, del folklore e della retorica popolare, ma piuttosto un luogo reale dove si frappongono questioni concrete relative ai rapporti con il prossimo e con altri uomini. E dove interagiscono fratellanze talvolta difficili e articolate. Tutto ciò nella Yerushalaim terrestre e odierna, e non in pii pensieri come neppure nei mondi della comunicazione virtuale.

Roberto Della Rocca, rabbino