Qui Trieste – “Città della convivenza”

“Voglio tornare all’essenza di Trieste, una città laboratorio di convivenza”. Punta sul contributo essenziale delle minoranze il nuovo sindaco di Trieste Roberto Cosolini (nelle foto di Giovanni Montenero, al suo primo ingresso nel palazzo municipale e in basso assieme al governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, alla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio che operò in Italia), eletto alla guida del capoluogo giuliano lunedì scorso al termine del ballottaggio che l’ha visto opposto al candidato del centrodestra Roberto Antonione. Ai lettori del Portale dell’ebraismo italiano illustra uno dei principali obiettivi del suo mandato: rinverdire l’affascinante miscela di popoli e culture della vecchia Mitteleuropa. Un mondo tollerante in cui l’ebraismo triestino è stato e continua ancora oggi ad essere protagonista. “La Comunità ebraica è una componente fondamentale di Trieste e ad essa dedicherò grande attenzione” conferma Cosolini. “Il mio sogno – prosegue il primo cittadino – è quello di tornare alla situazione di inizio Novecento quando Trieste conobbe un periodo di grande ricchezza e splendore con l’arrivo in città di numerose comunità che vi portarono cultura e imprenditorialità. Superati anni di forti contrapposizioni ideologiche possiamo adesso finalmente riproporre quel contesto sociale”. Cosolini vede nella valorizzazione delle minoranze un perno essenziale del suo mandato: “Le minoranze sono la nostra forza e le nostre migliori ambasciatrici nel mondo. Questa è la città multiculturale e multireligiosa per eccellenza, la città che è stata veramente europea ancor prima della nascita di una Europa unita. Alle proposte culturali della Comunità ebraica così come a quelle delle altre minoranze guarderò quindi con forte interesse e partecipazione sulla scia di un impegno personale che porto avanti da tempo”. Cosolini ha poi invitato la redazione del portale dell’ebraismo italiano in visita al municipio triestino in occasione dei lavori di Redazione Aperta che si svolgeranno per il terzo anno consecutivo tra Trieste e Opicina in luglio. “Siete i benvenuti” ci ha detto.
Tra i tanti felicitatisi in questi giorni per la sua elezione, anche il presidente della Comunità ebraica di Trieste Andrea Mariani. “L’elezione del nuovo sindaco Roberto Cosolini e del nuovo presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat – commenta – ci rasserenano per il futuro vista la forte vicinanza dimostrata da entrambi nei confronti della Comunità ebraica. Una vicinanza sancita con la presenza a molti eventi da noi organizzati negli ultimi anni, da una evidente predisposizione alla cultura senza schieramenti di parte e da una visione rivolta sia alla crescita interna che all’apertura verso l’esterno”.
“Sia Cosolini che Bassa Poropat – prosegue Mariani – sono persone dalle caratteristiche umane speciali, che dimostrano grande disponibilità al confronto e intelligenza conoscitiva. Sono certo che con il loro lavoro congiunto ci sarà un progresso a tutti i livelli, soprattutto nel campo della cultura e nell’attenzione verso le minoranze culturali e religiose”.
“Con l’elezione di Roberto Cosolini – commenta Guido Vitale, coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e buon conoscitore della realtà locale perché a lungo giornalista a Trieste impegnato sul terreno della cronaca locale – al di là degli esiti del voto la città giuliana torna alla sua vocazione di polo di multiculturalità e di capitale delle minoranze. La sua salita al governo della città è un fenomeno che va oltre gli schieramenti politici e costituisce il riconoscimento di doti umane e professionali fuori dal comune, della sua capacità di vivere giorno per giorno e di comprendere le genti disparate e ricche di identità che di Trieste costituiscono il maggiore patrimonio”.

Adam Smulevich