Il veleno che ti aspetti
Non sono trascorsi che pochi giorni dall’inaspettata vittoria dei candidati di sinistra alle elezioni amministrative di Milano e Napoli, che già si sono messe in movimento le truppe cammellate della demolizione del consenso politico dall’interno. Il meccanismo è sempre il medesimo, il tema ossessivamente lo stesso: Israele. Non c’è relazione apparente fra la funzione istituzionale delle cariche e il tema messo in campo: l’importante è proporlo, in modo da indebolire da subito la posizione di sindaci eletti con un ampio margine e che sono sorretti da numeri che in apparenza forniscono buone garanzie di governabilità. Pisapia fa sì e no a tempo a varare la giunta “al femminile”, giovane, moderna, professionale, che già viene chiamato a esprimersi contro la manifestazione “Unexpected Israel”, con manifesti visibilmente antisemiti, lettere al “Manifesto” e richieste di contromanifestazioni a favore della Palestina. Eppure è noto che da molti anni la città di Milano è gemellata con Tel Aviv e che la normalità dei rapporti di gemellaggio prevede anche l’organizzazione di eventi economici e culturali comuni in cui si parli di concreti progetti di reciproca collaborazione. De Magistris a Napoli rischia di fare la stessa fine, messo sotto osservazione dal fatto che il suo Blog personale contiene (marginalmente per la verità) alcune espressioni di simpatia nei confronti delle rivendicazioni palestinesi: mantenerle o toglierle? E’ già il momento delle scelte. E’ però sotto gli occhi di tutti la strumentalità degli argomenti che sono messi in gioco in rapporto alle funzioni di governo che vengono sollecitate. Questa fase della vita politica italiana vuole che i nuovi sindaci siano chiamati a dimostrare con scelte innovative che la loro amministrazione sarà un laboratorio efficace per possibili svolte politiche nazionali. Ma a fronte di questa sfida, la tenuta delle loro maggioranze e della loro base di consenso viene messa alla prova su questioni apparentemente lontane come Israele e Palestina. Ma che lontane non sono: l’utilizzo di Israele e dell’antisemitismo come strumenti di lotta politica interna in Italia è un meccanismo ormai noto e di sicuro successo, capace di attirare la simpatia di settori apparentemente incompatibili (non è un caso che non si utilizzino altre emergenze, dalla Siria alla Libia, che producono un sangue evidentemente meno visibile e poco produttivo politicamente). Che la Fiom-CGIL di Milano e le falangi di Forza Nuova sostengano posizioni simili non stupisce più nessuno, anche se intristisce non poco le coscienze dei veri antifascisti. Resta da vedere se la sinistra di governo riuscirà a capire la provocazione e a divincolarsi da questo gioco che mira a delegittimare sul nascere le nuove politiche di amministrazione del territorio.
Gadi Luzzatto Voghera