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umiltà…

La Torah narra dell’estrema umiltà di Moshè in relazione a due eventi. Nel primo (Numeri, 11; 26-29) si racconta di un messaggero che riferisce a Moshè di due uomini, Eldad e Medad, che “…profetizzano nell’accampamento…”. Yehoshua, il fedele discepolo di Moshè, allarmato da questa iniziativa profetica non autorizzata, consiglia il Maestro di arrestare i due dilettanti. Moshè, invece, mantiene la calma e dice a Yehoshua: “… sei tu geloso per me? Magari tutto il popolo del Signore fossero profeti!…” E’ questo uno dei momenti in cui l’umiltà di Moshè giunge al suo apice. Lui, il primario dei Profeti, non pensa neppure per un attimo che la profezia possa essere un suo monopolio esclusivo, e che chiunque faccia profezie debba ricevere preventivamente la sua autorizzazione. In un mondo di Torah autentico non c’è spazio per gelosie e competizioni.

Roberto Della Rocca, rabbino