…maestri-allievi

Questa settimana si è svolto a Brezzo Bedero un interessante convegno sulla scuola filosofica e poetica milanese, come noto fra le più importanti del secolo scorso e non solo a livello italiano. Tra i diversi spunti, si è particolarmente insistito sul rapporto maestri-allievi, indicando come punto di merito dei primi l’aver promosso nei propri studenti una libertà critica che, spesso, si è rivolta contro la fonte originaria, dando vita a contrasti e rotture. L’obiettivo di un percorso di formazione è dunque l’uccisione del padre? Che differenza con la cultura ebraica, dove viene sempre ricordata la linea genealogica, senza che tutto ciò si sia tradotto in una limitazione della parola, che anzi si è moltiplicata nella civiltà del pilpul. Una visione del processo formativo che si incentra su categorie differenti da quelle edipico-greche e che ha il merito di impedire deliri di onnipotenza degli alunni, che oggi, chi insegna lo sa, appaiono sempre più come il prodotto finale di un antico percorso.

Davide Assael, ricercatore