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Qui Venezia – Melograni in fiore e vista sul Ghetto, emozioni uniche da Kosher House

Nel corso degli ultimi mandati, il Consiglio della Comunità ebraica di Venezia ha avviato un processo di rivalutazione del patrimonio immobiliare, culminato nei lavori di ristrutturazione e adattamento dei locali del complesso Casa di Accoglienza Ebraica. Il progetto ha previsto una ridistribuzione degli spazi in tre aree indipendenti: un’area riservata all’accoglienza degli anziani, un’area dove è previsto un ristorante kosher da 100 coperti suddiviso in tre sale e nel giardino dove si potranno gustare piatti tipici della tradizione giudaico-veneziana e infine una terza area dove è stata da poco inaugurata la Kosher House Giardino dei Melograni, unica residenza kosher situata nel più antico e meglio conservato ghetto d’Europa, nei pressi del Museo Ebraico e delle sinagoghe. La struttura ricettiva dispone di 14 camere confortevoli con vista sul Ghetto e sui tetti di Venezia. Il giardino di melograni che introduce alla struttura è una particolarità difficilmente riscontrabile in altri luoghi cittadini. La scelta del nome porta con sé un significato più profondo: il melograno, nella tradizione ebraica, è infatti simbolo di prosperità e benessere e il suo frutto, che contiene più di 600 semi, è un richiamo alle 613 Mitzvot descritte nella Torah. Questo insieme di servizi darà la possibilità agli avventori di avere a disposizione un’accoglienza di livello sia per quanto riguarda il pernottamento sia per quanto concerne la ristorazione kosher: dal panino con l’affettato acquistabile presso il panificio Volpe alla caffetteria del museo fino al ristorante di prossima apertura che proporrà inoltre un servizio di catering di alto livello per cerimonie ed eventi. Tutto questo sotto la stretta sorveglianza del rabbinato di Venezia nella persona di rav Gili Benyamin. L’impiego nella Kosher House di persone iscritte alla Comunità al di sotto dei trent’anni è una decisione recentemente assunta dal Consiglio. “È importante che i giovani siano maggiormente coinvolti nella diretta gestione di alcuni aspetti comunitari, nella prospettiva un giorno di passare a loro il testimone” spiega il presidente della Comunità ebraica Amos Luzzatto. Oltre ad incrementare la partecipazione giovanile si è anche cercato di creare intorno alla Comunità un’area di riferimento che polarizzi l’enorme flusso turistico, ebraico e non solo, interessato a vivere in prima persona l’atmosfera particolare del Ghetto: dalla cucina tradizionale giudaico-veneziana, alle manifatture tipiche, al background storico e culturale.

Italia ebraica, luglio 2011