Amy Winehouse (1983-2011)
“Ho tradito me stessa / come sapevo avrei fatto / ti ho detto che avevo dei problemi”, cantava Amy Winehouse in una delle sue più celebri canzoni, You Know I’m No Good. È vero. L’artista inglese aveva avvertito noi, i suoi fans. Ci aveva voluto far intendere quanto i suoi problemi fossero enormi. Non l’aveva però capito il suo pubblico a Belgrado, quando il 18 giugno aveva fischiato la cantante britannica perchè questa aveva abbandonato il palco per ben due volte davanti a 20 mila spettatori. L’intero suo tour europeo era stato annullato, inclusa la sua unica data in Italia a Lucca.
La cantantante inglese, 28 anni da compiere, si è spenta ieri pomeriggio intorno alle quattro del pomeriggio a Camden Square, Londra, in circostanze ancora da chiarire, anche se si sospetta per un cocktail di alcol e psicofarmaci.
Amy Winehouse era nata a Londra il 14 settembre 1983 in una famiglia ebraica; suo padre, un tassista di origine russa, aveva avvicinato la futura cantante al jazz e più in generale alla musica fin da bambina, tanto che all’età di soli dieci anni la piccola Amy ed una sua amica fondano il gruppo rap amatoriale Sweet’n’Sour, descritto poi dalla Winehouse come la versione “bianca ed ebraica” delle Salt-n-Pepa.
Ma la stessa cantante ha sempre rappresentato tale versione del jazz, con questa sua voce bella e dannata, proprio come lei; tanto da farla paragonare a dei giganti della musica, come Aretha Franklin.
Back to Black, l’ultimo album di Amy Winehouse, aveva fatto ottenere alla cantante nel 2006 cinque Grammy Awards, tra i quali quello come best new artist e quello come disco dell’anno, meta che non era mai stata raggiunta da alcuna cantante inglese.
Proprio in quest’album la Winehouse, incidendo Rehab, aveva scritto “hanno provato a farmi andare in riabilitazione / ma io ho detto no, no, no”.
E così si allunga il 27 years club, la lista che include alcuni tra i più grandi artisti musicali come Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin o Kurt Cobain, morti prima del loro ventottesimo compleanno.
Tommaso De Pas