Redazione aperta – Come nasce un giornale

“Definiamo i contenuti di Pagine Ebraiche prima di Shabbat”. Esordisce Guido Vitale, appena arrivato a Villa Opicina per il quinto giorno di Redazione aperta. Ad aspettarlo molti giovani aspiranti giornalisti oltre alla redazione del Portale dell’ebraismo italiano. Vitale avverte che rendere partecipi così tanti ragazzi, in questo lavoro di organizzazione, non è mai stato fatto prima. È emerso più volte, nel corso di Redazione aperta, il problema di un mito che incuriosisce tutti: la libertà del giornalista.
Tema da affrontare se ci si cimenta nell’elaborazione di un mensile: come scegliere senza sapere quali sono i confini entro i quali si deve stare?
I confini in questione sono ancora più stretti se si deve fotografare la realtà ebraica. L’ebraismo italiano non elabora slogan, ma solo meccanismi complessi, a volte difficili da decifrare. Anche se, con i processi di globalizzazione, gli ideali degli ebrei italiani non sono poi tanto diversi da quelli dell’uomo medio italiano: con la modernizzazione tutto diventa patrimonio mondiale.
L’organizzazione di un giornale è come la preparazione di una torta: si cucina con gli ingredienti che ci sono in casa, accuratamente, seguendo la ricetta – spiega Vitale. “C’è una logica dietro ai lavori della redazione, spesso non considerata dal lettore: la scelta dei temi da affrontare, la gerarchia degli argomenti e l’impaginazione sono frutto di ragionamento e compromessi”.
L’impatto per i ragazzi è stato più forte del previsto. Coinvolti in un processo decisionale per la prima volta, si sono scontrati con un approccio pragmatico al quale non erano abituati. Nel giornalismo non esistono ricette. Sono necessari intuito, idee e un altro fondamentale fattore: la considerazione del tempo. L’organizzazione di Pagine Ebraiche è stata motivo di confronto e, in alcuni momenti, anche di scontro. Per la prima volta dall’arrivo a Trieste, i partecipanti di Redazione aperta non erano più ragazzi di varie città italiane accumunati solo dalla passione per il giornalismo: diventavano un gruppo, una redazione giovane che cresceva insieme.

Sara Pavoncello