Redazione aperta – Giornalismo e cultura
Come scegliere un titolo? Qual è il giusto “attacco” per un articolo? Sono alcune delle domande a cui Guido Vitale, direttore del dipartimento Informazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha risposto nella nona giornata di Redazione aperta. Dopo una mattina di saluti per alcuni, i lavori sono continuati come sempre, o quasi. La Redazione apertalezione si è svolta regolarmente, ma in una location completamente diversa dalla colonia di Opicina: un delizioso bar nel centro di Trieste, vicino all’hotel Savoia Excelsior. Qui è stato presentato il primo libro di Beniamino Pagliaro: Trieste, la bella addormentata. Il 24enne giornalista triestino iscritto alla Comunità ebraica locale ha intrapreso una sfida ambiziosa vista anche la sua giovane età. Redazione aperta. Numerose le persone presenti.
Sono intervenuti gli ultimi tre sindaci triestini, protagonisti del ventennio politico descritto da Pagliaro in una “storia della politica, dei politici, del potere di una città che si piace troppo per poter cambiare”. Tra le piccole capitali la più bella, tra le piccole capitali la più bambina: così l’autore descrive la città di confine.
Trieste sarà anche una “bella e addormentata”, eppure offre attività culturali interessanti, come la rassegna cinematografica Da Hitler a Casablanca via Hollywood: cineasti ebrei in fuga dal nazismo. Ieri sera è stato proiettato Scandalo internazionale, film del 1948 diretto da Billy Wilder con la splendida icona degli anni Redazione apertaQuaranta Marlene Dietrich. Insolito il luogo scelto per il festival cinematografico: il comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale al Parco di San Giovanni, scenario un tempo della straordinaria rivoluzione psichiatrica operata da Franco Basaglia.
È stata un’occasione per vedere un film e anche per comprendere come la società abbia concepito e trattato la diversità in momenti differenti nella storia.
Tra lezioni all’aperto, presentazioni di libri e rassegne cinematografiche, Redazione aperta si è dimostrata davvero aperta a tutto, non solo al giornalismo.
Sara Pavoncello