viaggio…

“Moshè scrisse i luoghi di partenza dei loro itinerari…..e questi sono i loro itinerari verso i luoghi di partenza …..” ( Numeri; 33, 2 ). Molti esegeti si soffermano sulla curiosa formulazione di questo verso. L’ordine dell’ultima parte di questo verso ” …i loro itinerari verso i luoghi di partenza ….” è rovesciato rispetto a quello della prima parte ”….i luoghi di partenza dei loro itinerari…. “. Ogni nostro viaggio può essere letto in due prospettive. Quella del traguardo e quella del luogo che si lascia. Perché la Torah sente la necessità di ribadire che Moshè ha scritto questo verso se è noto che ha scritto l’intera Torah? E’ proprio Moshè, colui che più di ogni altro ha capito cosa significa rinunciare al passato, facendo uscire l’Egitto dalla propria etica, e che paradossalmente in questo itinerario paradigmatico non raggiungerà mai la méta, registra e ci insegna che l’aspetto più importante di un percorso non è tanto il traguardo ma piuttosto i luoghi e le cose da cui dobbiamo uscire.

Roberto Della Rocca, rabbino