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fondamentalismi…

Diciamolo francamente: chiunque tenga alla fedeltà del testo biblico non può entusiasmarsi per la storia impasticciata, romantica e “datata” che viene proposta dal libretto operistico del Mosè musicato da Rossini. Ma rimane la sostanza dell’evento e soprattutto la musica di Rossini che trasforma il risultato. Ma se c’e già uno stravolgimento originario della Bibbia, perché allora protestare per la recente messa in scena pesarese, dove Mosè con il mitra veste i panni di Bin Laden e non si apre il mare ma un muro di Gaza? È perché c’e un limite di decenza alla fantasia artistica e qui il messaggio politico, non artistico, sottostante e’ chiaro: la trasformazione dei perseguitati in persecutori, tema mostruoso caro ad un’ampia fascia di “progressisti”; e la denuncia di tutti i fondamentalismi, tema del pensiero religioso moderato o del laicismo antireligioso, che talora rischia di fare di ogni erba un fascio e non esercitare la capacità di distinguere. In questo modo Mosè, con quelli che lo seguono, diventa un fanatico violento, rigorista, intransigente e dogmatico. Un colpo di bacchetta magica ed ecco a voi il liberatore per eccellenza trasformato in mostro sanguinario. Ma non è che il pensiero politico-artistico-laico che ispira tanta creatività non sia anch’esso una forma di fondamentalismo, nel senso della sua dogmatica e fanatica intransigenza, mascherata da umanità?