La metà mancante

Che tra i giovani ebrei italiani gli aspiranti giornalisti siano di più degli aspiranti rabbini non è solo logico, ma statisticamente dovrebbe essere ovvio, visto che la prima delle due professioni è aperta a tutti, mentre dalla seconda è escluso in partenza il 50 per cento, cioè la componente femminile. La cosa strana è come sia possibile che in tutta la lunga discussione in materia questa ovvietà non sembri essere venuta in mente a nessuno (confesso: neanche a me). Non vorrei che, nonostante i numerosi e autorevoli esempi nella storia dell’ebraismo italiano (uno per tutti: Tullia Zevi), ci fossimo dimenticati che almeno dal giornalismo le donne non sono escluse.

Anna Segre, insegnante