Giornata della Cultura – Il grande mare

Il rapporto tra ebraismo e nuove tecnologie deve essere inteso come una opportunità innovativa, una proposta e, perché no?, anche come una sfida. È con questo spirito che in aprile – con un pizzico di orgoglio e timore, ma anche molto entusiasmo – sono state presentate le proposte che, complici le nuove tecnologie, terranno banco in questa edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica. Con molta soddisfazione registriamo che tale sfida è stata da molti accettata e, il 4 settembre, si popoleranno molte “piazze” ebraiche, oltre che fisicamente (attraverso le visite guidate, i talk show, le conferenze, i concerti etc.) anche virtualmente, attraverso tour online, visite in internet, web cam e così via.
Coniugare tradizione e innovazione è una costante dell’ebraismo: è questa una delle formule attraverso le quali esso è riuscito a mantenersi vivo nel corso dei secoli. Proporre di conoscerlo anche attraverso le nuove tecnologie, e in particolare attraverso il web, significa adeguare il messaggio al linguaggio dei loro utilizzatori per eccellenza: i giovani di oggi, una generazione che non può fare a meno di internet e dei social network.
Del resto in una precedente edizione della Giornata, dedicata all’educazione ebraica, abbiamo imparato che “il ragazzo va educato secondo la strada che si sceglie” e il Talmud ci insegna che ci deve essere un rinnovamento, e che anche attraverso il rinnovamento si trasmettono le tradizioni. Nel Talmud, la massima fonte del sapere ebraico, oltre a – com’è ovvio – principi di religione, a elementi letterari, giuridici, esegetici, omiletici e filosofici oltre che scientifici, vi troviamo l’indicazione che la scienza (cosa può esserci di più innovativo e in continua evoluzione?) fornisce un grande supporto alla formulazione finale della Halakhà, la normativa ebraica. Intere categorie che servono per la definizione del rituale, debbono necessariamente utilizzare le classificazioni scientifiche (ad esempio per la kasheruth o per la distinzione tra le specie per le benedizioni…).
Il Talmud è un testo molto vario e ampio: per questo è anche definito “il mare”, un mare talmente grande che – come dice nel Talmud stesso un Maestro dal nome un po’ buffo, Ben Bag Bag – tutto può essere trovato in esso. E così per internet, la massima espressione delle nuove tecnologie: tutto può essere trovato in esso. Nell’ebraismo le norme che stanno alla base dell’ebraismo sono state trasmesse da un luogo all’altro, da un’accademia talmudica all’altra e sono state così tramandate, permettendo all’ebraismo di mantenersi vivo. Nelle accademie, l’amore per la sapienza, per la conoscenza, per lo studio fatto in particolare attraverso le domande, è stato il vero collante e cemento dell’ebraismo. E internet, anzi il web 2.0, potrebbe essere il mezzo che potrà contribuire a smussare la distanza e l’incomprensione tra le culture.
Ishayau da Trani (un Maestro del dodicesimo secolo che proveniva appunto da Trani, una splendida località del sud, teatro e capofila della Giornata 2009, una delle mete che consigliamo per una visita non solo virtuale) definisce le nuove generazioni, in tutti i tempi, come dei nani che sono sulle spalle di giganti. I giganti hanno a disposizione scienze e saperi che i nani non potrebbero conoscere se non salissero sulle loro spalle, potendo così vedere più lontano. E questo non grazie alla loro statura o alla acutezza della loro vista, ma solo perché sfruttano l’altezza dei giganti. Una metafora che, applicata alla nostra epoca, l’epoca di internet, ci può insegnare molto; internet mette a disposizione conoscenze incredibili: speriamo solo di scegliere sempre i giganti giusti sulle cui spalle poter salire.
Ed allora non ci resta che invitare tutti voi a cogliere le opportunità che offrono attualmente i nuovi mezzi di comunicazione e utilizzarli per far conoscere e diffondere la cultura e il patrimonio ebraico, proprio partendo da questa edizione della Giornata della Cultura. Con una sola avvertenza: anche su internet, così come nella vita reale, bisogna porre particolare attenzione alle false notizie e ai falsi in generale. Il basso costo e la facilità di realizzazione di un qualunque sito corrispondono in modo direttamente proporzionale al numero di siti che si trovano oggi on line e in modo inversamente proporzionale alla loro qualità. Le fole che circolano in internet e la rapidità spaventosa con la quale si diffondono dovrebbero costituire un buon segnale di allarme per tutti i navigatori.
Bisogna cogliere l’opportunità che offrono attualmente i nuovi mezzi di comunicazione e utilizzarli per far conoscere e diffondere la cultura e il patrimonio ebraico, proprio partendo da questa edizione della Giornata della Cultura: è questo il nostro augurio. Buona navigazione!

Sira Fatucci, coordinatrice Giornata Europea della Cultura Ebraica