Giornata della Cultura – “Ambiguità imperdonabili”

Vorrei rispondere a David Parenzo, che conosco e stimo, sull’invito rivolto a Moni Ovadia a partecipare a un dibattito in occasione della Giornata della Cultura Ebraica. In linea di principio sono d’accordo con lui sul fatto che Ovadia, che rappresenta una parte a me lontana dell’ebraismo italiano, possa partecipare alla manifestazione del 4 settembre, e sono sicura che con la sua presenza il pienone è assicurato, ma…..c’è una cosa che non mi sembra sia ancora stata risolta. Mi riferisco all’episodio di Itamar, allo sgozzamento della famiglia Fogel, episodio di inaudita violenza e di inaudito terrorismo, che può essere paragonato agli omicidi dei nazisti, sul quale non ho ancora sentito la sua ferma e decisa condanna. Se lo ha fatto, non è apparso sui quotidiani, e siccome lui è solito scrivere sull’Unità, non mi risulta che abbia fatto un comunicato ad hoc. E questa mancanza fa la differenza, poiché lui non perde mai l’occasione di esprimere giudizi pesanti e condanne senza appello sulle scelte del governo israeliano. Che c’entra Israele, dici tu….beh Israele ormai c’entra, è un paese al quale siamo legati e comunque, volenti o nolenti, i media ci hanno associati a questo stato, tanto che addirittura alcuni esponenti politici della sinistra (il precedente ministro degli esteri) ha addirittura chiesto alla comunità ebraica di dissociarsi dalla “folle politica israeliana”.
Non voglio adesso rinvangare vecchie polemiche, dico soltanto che a un personaggio così discusso e discutibile, forse sarebbe stato meglio non rivolgere un invito.

Ester Picciotto