Pagine Ebraiche anche in edizione digitale su Apple e Android approfondimenti e testimonianze
Il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche, alla vigilia di questa Giornata europea della cultura ebraica dedicata alle nuove tecnologie della comunicazione, compie un salto di qualità. Da oggi il numero di settembre, attualmente in distribuzione fra gli abbonati assieme al giornale di cronache comunitarie Italia Ebraica e al giornale per bambini DafDaf, è disponibile su tablet e telefoni multimediali (sistemi operativi Apple e Android) nella nuova edizione digitale.
Approfondimenti, gallery fotografiche, documenti, filmati, testimonianze, arricchiscono i numerosi servizi del giornale. Sulle applicazioni che possono essere scaricate gratuitamente, inoltre, l’intera collezione con gli arretrati di tutti i giornali resta sempre a disposizione dei lettori. Decine di migliaia di letture e di occasioni di conoscenza, migliaia di pagine e centinaia di firme prestigiose per raccontare l’ebraismo italiano, i suoi valori, le sue radici e le sue testimonianze.
Buona lettura!
Pagine per tutti, il tablet è servito
Nel dicembre 2009 l’Italia ebraica festeggiava con tutto il Paese l’inizio di una innovazione importante: l’alta velocità ferroviaria metteva in collegamento le principali città italiane e le numerose realtà ebraiche toccate dalla linea si ritrovarono improvvisamente più vicine. Non sono trascorsi ancora due anni e una nuova trasformazione investe il mondo ebraico italiano: l’informazione sempre a portata di mano. O meglio di tavoletta. Il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche, il giornale ebraico dei bambini DafDaf e Italia Ebraica, voci dalle Comunità, sbarcano su tablet e smartphone. Con questo numero e con l’archivio completo degli arretrati. Tablet e smartphone hanno rivoluzionato l’informazione, come i treni ad alta velocità i trasporti. E il fatto che Pagine Ebraiche, DafDaf e Italia Ebraica non rinunciano al tradizionale appuntamento con la rotativa, ma si trasformano anche in un’applicazione scaricabile dall’Apple store e dalla libreria Android. Per una minoranza piccola nei numeri, ma grande nelle cose da raccontare è una sfida particolare, un significato particolare: la fondamentale capacità di raggiungere in modo capillare tutti coloro che abbiano un interesse nei confronti di ciò che l’ebraismo italiano esprime. A patto naturalmente che abbiano un tablet nella borsa. Parliamo di circa 400 mila italiani, secondo una statistica pubblicata dalla rivista Wired, punto di riferimento di chi si occupa di nuove tecnologie, il 66 per cento dei quali ha optato per un iPad, il massimo oggetto del desiderio targato Apple, mentre il 29 per cento possiede una tavoletta con sistema operativo Android. Numeri in costante crescita, che si sommano ai milioni di smartphone che si trovano nelle tasche di un terzo degli abitanti della penisola. “Secondo i nostri studi, entro pochi anni ci sarà almeno un tablet in ogni famiglia” spiega Mario Mariani, fondatore di TheNetValue, società creata per finanziare e far crescere start up nel settore dell’innovazione tecnologica. Tre anni fa, tra i suoi progetti è entrata l’idea di portare i giornali su tablet e smartphone. “Quando mi hanno contattato ho capito subito che era un progetto vincente – ricorda Mariani – l’idea base era quella di rendere fruibile agli utenti il pdf dei giornali così come entra in tipografia. Gli editori cui lo abbiamo proposto si sono subito dimostrati entusiasti. Da lì è stato tutto un crescendo”. Tra gli utenti-pionieri della tavoletta ci sono anche alcuni esponenti di spicco delle Comunità, nonché preziosi collaboratori del Portale dell’ebraismo italiano Moked.it e di Pagine ebraiche. Fra i tanti appassionati anche i presidenti delle Comunità ebraiche di Milano e di Roma, Roberto Jarach e Riccardo Pacifici, il rabbino capo di Padova rav Adolfo Locci, e il preside della scuola ebraica di Roma, rav Roberto Carucci Viterbi. “Ho comprato l’iPad negli Stati Uniti prima che uscisse in Italia – confessa rav Carucci, lanciandosi in un elenco delle sue applicazioni preferite – iMishnah, iTorah, iTalmud… Sono formidabili! Ho la possibilità accedere a traduzioni e ad audio lezioni e posso dedicarmi allo studio ovunque mi trovi. Mentre per pregare uso abitualmente iSiddur sull’iPhone”. Nell’iPad del rav trovano spazio anche le applicazioni di maggiori quotidiani italiani (“che in questo modo posso leggere la mattina e archiviare senza ammonticchiare quintali di carta”) e, per rilassarsi, anche il gioco Fruit Ninja. Insomma, il preside della scuola ebraica di Roma nel tablet crede veramente, al punto che insieme al presidente Pacifici ha messo in cantiere il progetto di dotare tutti gli studenti delle superiori di un tablet che sostituisca i libri di scuola. “L’idea è partita dai ragazzi stessi – spiega Pacifici, che ha recentemente annunciato l’apparizione su tablet anche di Shalom, giornale della sua Comunità – loro avrebbero da guadagnarne sia in termini economici, considerando che gli ebooks costano molto meno dei libri tradizionali, che in termine di salute, grazie a zaini più leggeri. Ci sono alcuni ostacoli, però ci stiamo muovendo”. Sul suo rapporto con l’iPad, il presidente della più numerosa Comunità ebraica d’Italia chiarisce che è all’altezza delle aspettative. “Utilizzo tutte le applicazioni ebraiche, da iSiddur fino ad iMirror, che permette di controllare di aver posizionato correttamente i tefillìn, e poi la posta elettronica, il localizzatore di farmacie, qualche gioco per i miei bambini”. Sulla lettura del quotidiano aggiunge: “Sono affezionato al gusto retrò della vecchia carta, ma trovo geniale che i giornali su iPad abbinino il formato tradizionale alle applicazioni multimediali”. La preferenza per il quotidiano di carta è espressa da Roberto Jarach, che però sottolinea l’utilità della lettura dei giornali sul suo tablet quando si trova in giro e fuori dall’Italia. “Mi hanno regalato l’iPad per il mio compleanno lo scorso ottobre. Ho subito attivato il mio indirizzo mail aziendale – ricorda – da allora per la gestione della posta, lo preferisco al pc, trovo che la tastiera touch sia particolarmente comoda”. Un’idea che probabilmente è condivisa da quel 77 per cento dei possessori di tablet che, secondo un sondaggio realizzato da Google, dichiara di trascorrere molto meno tempo di prima davanti al pc e dal 68 per cento che ammette di usare la propria tavoletta almeno un’ora al giorno. La possibilità di utilizzarlo come un portatile è proprio la ragione che ha spinto il rav Adolfo Locci ad acquistare un tablet. “Sfrutto le applicazioni per comunicare, la mail, Skype, e per di più l’iPad contiene quella che definirei la biblioteca fondamentale di un rabbino” evidenzia il rabbino capo di Padova. Che nel suo tablet ha anche numerosissime applicazioni di quotidiani italiani ed esteri, un servizio che definisce essenziale. Così, grazie ai tablet, i giornali, che l’informazione via internet sembrava aver condannato al declino, paiono vivere una seconda giovinezza. “Con i quotidiani di carta si è raggiunto un modello di organizzazione delle informazioni perfetto. Col tablet questo modello è conservato e il lettore ha a disposizione una serie di servizi in più, dalla possibilità di ingrandire il testo alla multimedialità. Senza perdere il gusto di sfogliare le pagine – evidenzia Mariani – Questa opportunità è particolarmente preziosa per i piccoli editori, che non possono affrontare i costi di una distribuzione capillare. In questo modo il giornale arriva a un pubblico vasto in maniera veloce ed economica”. Dunque Pagine Ebraiche varca la nuova frontiera. Potrà raggiungere i suoi lettori ovunque in Italia e nel mondo. Chi ha lasciato la Comunità di Genova o di Firenze alla volta di Israele o degli Stati Uniti potrà tenersi aggiornato grazie alle cronache di Italia Ebraica e magari far ripassare un po’ di italiano ai propri bambini sulle pagine di DafDaf, che sullo schermo risulteranno ancora più colorate e brillanti. Un traguardo che il direttore Guido Vitale ha perseguito con convinzione. La tecnologia touch non lo ha mai conquistato, ma di fronte ai tablet ha dovuto arrendersi: “Non sono convinto che possano rappresentare uno strumento efficace di lavoro per un giornalista, ma una cosa è certa: sono un formidabile sfogliatore di giornali”.
Rossella Tercatin, Pagine Ebraiche, settembre 2011