Qui Siena – Una Giornata per raccontarsi in 2.0

“Rifiutare qualsiasi forma di chiusura e di ripiegamento in noi stessi, rompere qualsiasi forma di isolamento e comunicare, questo è, al di là dei temi specifici, il grande fine unificante di tutte le edizioni della Giornata Europea della Cultura Ebraica che si sono succedute dal 2000 ad oggi e che si è rivelato uno dei mezzi più efficaci per cogliere le occasioni e le opportunità, forse irripetibili, che la società libera e democratica ci sta offrendo”. Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha aperto l’edizione 2011 della Giornata Europea della Cultura Ebraica, sottolineando l’importanza e la reciproca crescita che scaturisce dal rapporto tra l’ebraismo italiano e la società civile di cui questa manifestazione rappresenta un momento essenziale “Il nostro futuro e la continuità della nostra vitale presenza in Italia dipenderanno dalla capacità che dimostreremo di conservare e di valorizzare la nostra identità, vivendo in armonia e contribuendo al progresso del nostro paese e della nostra civiltà”.
La Giornata della Cultura, che ogni anno apre le porte dei luoghi di oltre 60 località in tutta Italia, rappresenta dunque uno dei momenti fondamentali per divulgare i valori che la minoranza ebraica offre. Nella settecentesca sinagoga di Siena, città capofila della rassegna, pochi passi dalla leggendaria Piazza del Campo, i rappresentanti delle istituzioni hanno portato il proprio saluto ai visitatori. A fare gli onori di casa, Guidobaldo Passigli, presidente della Comunità ebraica di Firenze, punto di riferimento della realtà ebraica senese. “Abbiamo avuto l’onore e l’onere di organizzare in pochi mesi gli appuntamenti di questa giornata, ma non dobbiamo dimenticare che oggi godiamo il frutto di progetti che sono stati realizzati nel corso di tanti anni, grazie all’impegno di tutta la città, che hanno portato al restauro della sinagoga – ha sottolineato Passigli nel porgere i ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della Giornata, e in particolare la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha reso possibile i lavori di recupero della struttura, rappresentata dal consigliere Carlo Martinelli insieme all’architetto Renzo Funaro.
“Ebraismo 2.0, dal Tamud a Internet”, il tema scelto per l’edizione 2011, mette in evidenza la necessità di un connubio tra la capacità di ricordare il passato e mantenere vive e attuali le tradizioni e contemporaneamente guardare al presente e al futuro, soprattutto nel comunicare e raccontarsi alla società. Un connubio che permette di diffondere oggi in maniera ancora più efficacia la cultura ebraica come cultura di minoranza, come ha sottolineato nel suo intervento il rabbino capo di Firenze Joseph Levi, ricordando come il Talmud e le discussioni in esso contenute rappresentino l’esempio principe di convivenza e reciproco arricchimento tra cultura di maggioranza e di minoranza.
Mentre nella piazza del Mercato le installazioni multimediali consentono ai visitatori di immergersi in un tour virtuale sulla vita dell’ebraismo italiano, in attesa delle manifestazioni del pomeriggio, con lo spettacolo condotto dal giornalista David Parenzo e la lectio magistralis di Haim Baharier che saranno trasmessi in streaming in numerose località italiane, il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi ha parlato del forte rapporto tra la città e la sua Comunità ebraica, nata a metà del Trecento, caratterizzato da momenti bui, ma anche di grande gioia. Una storia che è comune all’intera Toscana, come ha ricordato Cristina Scaletti, assessore regionale alla cultura, per cui “giornate come questa in cui in maniera festosa si apre la porta della propria cultura agli altri favoriscono in maniera fortissima il superamento dell’ignoranza e dei pregiudizi”. Generare conoscenza attraverso l’apertura, questo il messaggio trasversale dunque, che è stato ripreso anche dall’assessore provinciale alla formazione Simonetta Pellegrini. A portare il suo saluto è stato anche l’arcivescovo di Siena Buoncristiani.
Sulla storia della Giornata Europea della Cultura Ebraica, che nata nel 2000 porta ogni anno nei luoghi ebraici circa 200 mila visitatori, di cui 50 mila solo in Italia, è intervenuta Annie Sacerdoti, consigliere dell’UCEI e una delle tre “madri” della manifestazione.
“Più di dieci anni fa, insieme a Francia e Spagna abbiamo avuto l’idea di creare un momento dell’anno in cui in tutta Europa si raccontasse la realtà ebraica. Oggi sono 27 i paesi partecipanti. Desideriamo però che questa occasione non rimanga isolata e per questo ci stiamo muovendo per istituire un itinerario ebraico europeo che è già stato riconosciuto dal Consiglio d’Europa”.
“Da tempo immemorabile non si manifestava un interesse così spiccato e un desiderio così esplicito di conoscere la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra religione e non ci pervenivano inviti forti e ripetuti a partecipare e a confrontarci – ha aggiunto ancora il presidente Gattegna – La nostra risposta non può che essere, come simbolicamente è questa Giornata, l’apertura delle porte dei luoghi dedicati alla cultura e alle tradizioni ebraiche per proseguire, con tutti coloro che dimostrano la loro disponibilità, il cammino della reciproca conoscenza, della comprensione e del rispetto”.

Rossella Tercatin