Qui Milano – Tradizione e tecnologia
“La conoscenza è lo strumento più importante per la lotta contro l’intolleranza”. Con questa affermazione il Presidente Jarach ha aperto la giornata a Milano, riassumendo lo scopo che l’iniziativa si prefigge, il cui raggiungimento è ora più semplice grazie alle nuove tecnologie che “accelerano la divulgazione e aumentano le possibilità di fruizione”.
La mattinata è continuata con i saluti delle autorità: l’assessore alla cultura della Comunità milanese Daniele Cohen, l’assessore comunale Pierfrancesco Maiorino, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Stefano Boeri, il presidente del Consiglio della Provincia Bruno Taddei, l’assessore regionale Alessandro Colucci e il Consigliere UCEI Giorgio Mortara. I loro interventi hanno messo in luce il ruolo delle Comunità Ebraiche in generale, e in particolare di quella di Milano, nell’arricchimento e nello scambio culturale con la realtà in cui vengono a trovarsi. “La cultura ebraica rappresenta il modello della globalizzazione, un modello antico del radicamento nel mondo di enzimi culturali, che si rigenerano localmente. Quella ebraica a Milano è una minoranza che sa essere egemonia” ha rilevato l’assessore Boeri . Interscambi fra culture oggi resi ancora più intensi dalla navigazione in internet che, nel suo intervento, Giorgio Mortara ha associato a quella nel Talmud, che i maestri hanno spesso paragonato a un mare.
Subito dopo una lezione di Rav Alfonso Arbib, incentrata sul tema della velocità che caratterizza le comunicazioni digitali: senza negare i vantaggi che apporta anche nell’ambito dello studio dell’ebraismo, forse qualche volta bisognerebbe prendersi un po’ più di tempo per ascoltare gli altri prima di dare la propria opinione. “La nostra tradizione”, conclude il Rav, “ci dice come si studia: un metodo basato sull’oralità, che occorre tenere in vita, perché riesce a mettere insieme velocità e lentezza e a mantenere intatto il rapporto fra maestro e allievo”.
“Internet ha abolito lo spazio e il tempo: gli ebrei hanno fatto a meno dello spazio e hanno cercato di unire le generazioni passate e future attraverso lo studio. Il libro è la nostra patria” ha sottolineato poi il professor David Meghnagi, il cui intervento è stato seguito da un lungo applauso.
A conclusione della mattinata, un intervento del professor Giulio Giorello, simbolica risposta a quello di Meghnagi, incentrato sullo stretto rapporto fra “tradizione e tradimento”.
Nel primo pomeriggio, dopo una passeggiata tra stand di gastronomia libri, oggettistica, artigianato ebraico, e uno stand interattivo di JewBox Radio, si sono susseguite numerose visite guidate alla sinagoga di via Guastalla, incentrate sulla spiegazione delle regole di tradizione ebraica dallo Shabbat alla kasherut.
Nella Biblioteca Centrale del Palazzo Sormani è stata inaugurata la mostra “Una storia di carattere. 150 anni di stampa ebraica in Italia” a cura del CDEC, dedicata alle pubblicazioni periodiche prodotte in Italia dall’età dell’Emancipazione ai giorni nostri.
A seguire, il regista Ruggero Gabbai e il fotografo Alberto Jona hanno tenuto la conferenza “Quando il pensiero diventa immagine: da Walter Benjamin a Mark Zuckemberg” nell’ambito dell’esposizione e premiazione delle fotografie del Concorso fotografico “Judaism in the Age of NewMedia” a cura del CDEC. Partendo dal pensiero del filosofo tedesco, Gabbai, ha posto il dilemma fra la definizione e la circoscrizione del termine “Arte ebraica”. Come ricordava Benjamin “la tecnologia non è la conoscenza profonda della natura ma la relazione tra la natura e l’uomo”, così la fotografia, se non che l’arte, diviene il mezzo per esprimere e contemporaneamente conoscere un’identità, che in questo caso può dirsi ebraica.
Difatti sono proprio la conoscenza ed i mezzi che utilizziamo a permetterci di protrarre nel tempo la cultura, così racconta Rav Somekh, parlando di Talmud. Questa volta un Talmud particolare, raccontato a immagini, o meglio, a fumetti. Si è conclusa così in serata la presentazione a cura del Rav Alberto Somekh e Andrea Grilli del libro “I racconti del Talmud a fumetti”. Grilli ha sottolineato, con un aneddoto personale, come in questo modo sia possibile avvicinare anche i più giovani allo studio tanto complesso come quello del Talmud.
Nella serata si sono poi tenuti due concerti, “Le reti globali della musica ebraica: melodie e canti degli ebrei italiani”, con Francesco Spagnolo, e “Un grembo, due nazioni, molte anime. Parole e musiche degli ebrei d’Italia” con Manuel Buda, Miriam Camerini e Lorenzo Arruga.
Francesca Matalon e Francesca Olga Hasbani