Qui Siena – Una Giornata sotto i riflettori
“Come mi hanno insegnato i Maestri, le domande migliori non hanno risposta. Le altre non meritano risposta”. Haim Baharier ha accolto il suo interlocutore-intervistatore Tobia Zevi al termine della sua lectio magistralis “Il mondo che verrà”, con un avvertimento carico di ironia, ma tale da rendere ancora più impegnativo il compito di parlare dopo il grande studioso di ermeneutica biblica, per l’ultimo appuntamento della Giornata Europea della Cultura Ebraica nella città capofila Siena.
Nella cornice di Piazza del Mercato, solo un vicolo e una scala più in là di Piazza del campo, il dialogo fra due generazioni di ebrei italiani ha chiuso una lunga serie di iniziative che aveva preso il via già al termine dello Shabbat per celebrare la XII edizione della rassegna.
Con decine di migliaia di visitatori nelle sessantadue località italiane che si sono animate di eventi a carattere ebraico la partecipazione del pubblico, malgrado la pioggia in alcune parti della Penisola, non è mancata. A Siena, mentre il sole tramontava riempiendo di luce le colline circostanti, dopo che il vento aveva spazzato via l’afa e le nuvole che lo avevano nascosto in mattinata, il pubblico ha continuato ad affollare la trecentesca struttura del mercato coperto, curiosando tra libri, oggettistica, assaggi di piatti tipici e postazioni multimediali. Postazioni multimediali che hanno rappresentato uno dei tratti caratterizzanti della Giornata, che ha raccontato in decine di località in tutta la penisola l’Ebraismo 2.0. Dal Talmud a Internet, interpretazione italiana di “European Day of Jewish Culture 2.0: Facing the Future”, filo conduttore stabilito a livello europeo per i 27 paesi partecipanti.
Nel pomeriggio il talk show condotto dal giornalista David Parenzo davanti a un pubblico di circa 250 persone aveva trattato il tema dell’umorismo ebraico. “Ridere per ridere: racconti barzellette e umorismo ebraico da Abramo al Web! La risata corre nella rete”. Ospiti Massimo Caviglia vignettista e autore televisivo, il massmediologo Klaus Davi, Daniel Vogelmann, a capo della casa editrice La Giuntina, rav Sholomo Bechor (organizzatore di una yeshivah online), il giornalista Felice Froio e l’attore Moni Ovadia. Tra spezzoni di film, storielle e riflessioni più serie (“Si può ridere di tutto?” la domanda posta da Parenzo agli interlocutori) il pubblico è stato guidato attraverso i punti più noti della satira ebraica, dalla “yiddish mame” la terribile madre “apprensiva, mai contenta e sempre arrabbiata con la nuora”, alla presa in giro degli stereotipi. Il tutto condito da un ingrediente in puro stile 2.0: la diretta degli avvenimenti in streaming sul sito della Giornata, trasmessi anche in diverse Comunità italiane.
Nel frattempo sono proseguite per tutto il giorno le visite guidate alla sinagoga settecentesca da poco ristrutturata, teatro degli avvenimenti della mattina, con la cerimonia ufficiale di apertura che aveva visto la partecipazione tra gli altri del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, del sindaco di Siena Franco Ceccuzzi e di Guidobaldo Passigli, presidente della Comunità di Firenze, punto di riferimento della realtà senese.
“Da tempo immemorabile non si manifestava un interesse così spiccato e un desiderio così esplicito di conoscere la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra religione e non ci pervenivano inviti forti e ripetuti a partecipare e a confrontarci – aveva dichiarato Gattegna nel corso della mattinata – La nostra risposta non può che essere, come simbolicamente è questa Giornata, l’apertura delle porte dei luoghi dedicati alla cultura e alle tradizioni ebraiche per proseguire, con tutti coloro che dimostrano la loro disponibilità, il cammino della reciproca conoscenza, della comprensione e del rispetto”.
Rossella Tercatin