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All’inizio della parashà di Ki Tavò si parla delle offerte dei bikkurìm – primizie. Questa offerta doveva essere accompagnata da una dichiarazione: si tratta di una dichiarazione nota a tutti noi perché si trova nella Haggadà di Pèsach ed è una sorta di storia del popolo ebraico da Avrahàm fino all’uscita dall’Egitto e all’arrivo in Terra d’Israele. Perché a un contadino che raccoglie le primizie in Eretz Israel è richiesto di trasformarsi in uno storico o addirittura di interpretare la storia? Perché i frutti che sta raccogliendo sono il risultato di questa lunga storia. Nel momento in cui da più parti viene messo in discussione il diritto ebraico alla Terra d’Israele è fondamentale ricordare a noi stessi qual è il rapporto che per la tradizione ebraica dobbiamo avere con questa terra.

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano