Pace o Stato?

È difficile capire perché lo Stato debba venire prima della pace o debba aprire la via per arrivare alla pace. Semmai dovrebbe essere il contrario. Nelle relazioni personali, ma anche in quelle politiche. È nella mia relazione con l’altro che si costituisce la mia identità. E se in questi giorni tutti i media riecheggiano le parole «Stato» e «Palestina», è perché Abu Mazen, portando la richiesta all’Onu, è riuscito in realtà a sferrare un attacco a Israele nel contesto, decisivo, dell’opinione pubblica mondiale. Lo ha fatto peraltro in un momento di isolamento di Israele. Ma allora bisogna dire che la volontà di uno Stato non è un atto di pace; semmai è la richiesta di riconoscimento sul piano internazionale, a prescindere dal vicino più prossimo, a discapito anzi di Israele. Lo Stato non sembra andare per nulla di pari passo con la pace.

Donatella Di Cesare, filosofa