Qui Ferrara – Un anno per le radici
Gli Iamim Noraim rappresentano in qualche modo il momento di fare bilanci consuntivi (come abbiamo adoperato l’anno trascorso?) e bilanci preventivi (cosa ci proponiamo per quello che viene?). Se guardiamo indietro, nell’Italia ebraica, non possiamo dire di aver combinato grandi cose. Sono due, a mio modo di vedere, i punti sui quali dobbiamo porre particolare attenzione e che generalmente trascuriamo perché presi invece da urgenze più contingenti. Il primo è una maggiore vicinanza a Israele che vive un momento non facile della sua esistenza e al quale dobbiamo stringerci ricordando che Israele siamo noi. Il secondo punto riguarda invece le contrapposizioni interne che lacerano le nostre Comunità. Contrapposizioni molto forti che spesso toccano problemi di scarsa importanza e che ci distraggono da quelli che dovrebbero essere i nostri compiti di comunità in diminuzione numerica e con una crescente antipatia nei nostri confronti. Riscontro a malincuore che mentre l’Italia ebraica, specie nella fascia d’età più giovane, sta oggi cercando nuovamente le sue radici, noi non siamo capaci di rispondere adeguatamente. Spero quindi che le feste che ci accingiamo a celebrare possano essere uno stimolo a riflettere in questo senso.
Shanà Tovà.
Luciano Caro, rabbino capo di Ferrara