Qui Parma – Un anno per la partecipazione

Si avvicinano le festività di inizio anno, un momento propizio per riflettere e parlare delle attività, passate e future, delle nostre Comunità. La radice della parola “shanà”, anno, porta in sé il significato del cambiamento, della trasformazione. Si potrebbe quindi intendere Rosh HaShana quale “inizio del cambiamento”. Siamo quindi chiamati, sia come individui che come Comunità, a raccogliere e fare nostro questo invito a trasformarci, a modificare i nostri comportamenti per adeguarli a uno stile di vita ebraicamente migliore. Ma c’è un ulteriore insegnamento che chi è alla guida delle Comunità (e non solo) dovrebbe trarre dal nome di questa ricorrenza: il cambiamento inizia dalla “testa”. Vale a dire che chi ricopre il ruolo di “testa” ha il compito di essere principio e guida della trasformazione. Il nuovo Consiglio della Comunità in questi mesi ha lavorato intensamente per creare i presupposti per un autentico rinnovamento e rilancio delle attività comunitarie. Tuttavia, a Parma come altrove, nulla sarà possibile senza il contributo attivo di tutti gli iscritti. Estendendo il ragionamento ad ogni ambito della nostra vita privata e pubblica, rifacendomi anche alla parashà Ki tavo appena letta che anticipa di un paio di settimane il clima di giudizio in cui ci troveremo nel corso delle prossime ricorrenze, sforziamoci quindi di comportarci meno da “coda” e più da “testa”. Auguro a tutti un nuovo anno prospero di gioia e di letizia.

Giorgio Yehuda Giavarini, presidente della Comunità ebraica di Parma