Qui Milano – Un anno per realizzare nuovi progetti
Siamo alla vigilia del nuovo anno e, come d’abitudine, si fanno previsioni e programmi, si formulano auguri, ci si propone di riparare agli errori e di migliorare noi stessi. La nostra Comunità, come tutto l’ebraismo italiano, si dibatte tra le difficoltà economiche contingenti, le necessità di sostenere le fasce più deboli degli iscritti, la volontà di poter fare qualcosa per lo Stato d’Israele ed i nostri fratelli costantemente minacciati dal terrorismo e dalll’ostracismo di molti paesi. L’augurio migliore che mi sento di fare è quello di rafforzare l’unità, la coesione e la collaborazione all’interno delle nostre istituzioni per fare fronte comune contro le difficoltà e prepararci a fronteggiare l’auspicata ripresa sostenendoci gli uni con gli altri. A livello locale, superata l’emergenza gestionale, occorre proiettarci nuovamente verso il sostegno a chi ha più bisogno e verso nuove iniziative che rafforzino i legami interni e ci consentano di elevare le capacità di soddisfacimento delle esigenze spirituali e non solo di quelle materiali. Ce la stiamo mettendo tutta e sono fiducioso nei risultati che verranno. Shanà Tovà Umtukà.
Roberto Jarach, presidente della Comunità ebraica di Milano