Qui Roma – Un anno per Israele

Il Presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici ha rivolto in occasione di Rosh Hashanà 5772 agli iscritti della prima realtà ebraica italiana il seguente indirizzo di saluto:

“Il primo saluto e grazie lo rivolgo ai volontari ed ai professionali della sicurezza e tutte le Forze dell’ordine, che vigilano i nostri Batei HaKenesset mentre noi siamo in preghiera. E’ difficile poter fare un bilancio dettagliato di lavoro nella nostra Comunità. Un anno denso di novità e di eventi. Alcuni lieti ed altri tristi. Pochi giorni fa abbiamo potuto toccare con mano che il rispetto che ci guadagniamo nella società in cui viviamo è superiore al pregiudizio di coloro che ci odiano. La Notte dei musei, la Giornata europea della cultura ebraica, la Notte della Cabbalà, con 30 mila partecipanti e il Festival della Letteratura e cultura ebraica stanno a dimostrare la genuina volontà di tanti cittadini di volerci conoscere condividendo con noi i momenti di gioia. Non solo quindi, amici tradizionali nel Giorno della Memoria o il 16 ottobre per commemorare doverosamente gli “ebrei morti”, ma anche comprendere meglio chi sono gli “ebrei vivi”. Un rispetto che non è un diritto acquisito o dovuto ma che ogni anno riusciamo a conquistarci vivendo da protagonisti e non da spettatori nella società circostante.
L’anno che ci lasciamo alle spalle è stato caratterizzato dalle modifiche dello Statuto dell’Ucei che, al di là di alcuni “tecnicismi” avvia una fase di rilancio dell’ebraismo italiano con elezione diretta di coloro i quali negli anni a venire saranno i Consiglieri nel cosiddetto “parlamentino degli ebrei italiani”, ma è stato anche l’anno delle elezioni a Roma che al di là della fiducia che mi è stata personalmente rinnovata confermando la mia presidenza, vede oggi sedere intorno al tavolo uomini e donne animati da sincera volontà di trovare insieme e collegialmente soluzioni per il bene della Comunità tutta.
Di questo sono orgoglioso e ringrazio uno ad uno tutti gli assessori e Consiglieri, alcuni neofiti ma generosi ed entusiasti. Un anno quello che affronteremo, denso di sfide, alcune fra queste appassionanti ed entusiasmanti, altre, come quella delle crisi economica, che fanno venire i brividi.
Famiglie scese nella morsa dei debiti e della povertà; famiglie che per questo perdono la loro armonia e sono fonte di separazioni e divorzi fra coniugi. Dove i figli pagano il prezzo più alto. Su questo fronte dobbiamo essere vigili e ci infonde speranza vedere con quale entusiasmo il nuovo Consiglio della Deputazione Ebraica di Assistenza ed i loro professionali stiano avviando nuove iniziative per venire incontro alle famiglie e ai singoli meno fortunati. Cosi come lo stesso impegno viene profuso dalla Dror, il nostro sportello di Gestione del debito e di prevenzione all’usura che trova apprezzamento nella città, visto che eroga assistenza anche ai non iscritti alla Cer, e i cui volontari, commercialisti, avvocati, operatori sociali, bancari, imprenditori di successo dispensano consigli e fanno sentire meno sole le famiglie schiacciate da debiti. A tale scopo faccio appello a chi fra voi è pronto a darci una mano in questo settore dedicando poche ore a settimana per aiutare la Dror.
Sento ancora nelle orecchie la disperazione e il trauma dei familiari, in particolare i figli, di Raffy Coen z.l. strappato a noi tutti da mani assassine. Quel triste evento che ha dato una ribalta non voluta alla nostra Comunità nella cronaca nera è stato uno dei momenti più duri che abbiamo dovuto affrontare.
Contestualmente altri nostri correligionari, a cui vogliamo bene, trovavano la stessa triste “ribalta” per aver subìto gli arresti domiciliari per reati di vario genere e ci auguriamo possano essere confutate le accuse nelle sedi opportune.
Mentre pensavamo di essere usciti da un incubo un’altra notizia ha sconvolto la nostra Comunità ed in particolare quella di origine libica, la malattia e poi decesso dopo pochi mesi di un giovane padre, che fino all’ultimo ha lottato con una malattia terribile. Lascia una moglie e sette figli. Lascia anche tanti amici e mentre scrivo e leggo, le lacrime scendono sul mio viso. Un uomo giusto che voglio ricordare per la sua bontà e rettitudine in famiglia e nel lavoro e che sia di esempio per noi tutti.
Quest’anno è il quinto anno che Gilad Shalit è nelle mani dei terroristi. Noi oggi preghiamo in particolare per lui affinché torni dai suoi genitori Noam e Aviva. Non finiremo mai di combattere per la sua liberazione.
Israele è oggi più che mai sotto assedio, circondata da nazioni ostili e che vogliono il suo annientamento e distruzione. Una situazione che è speculare a quella del 1948, ma con un distinguo: alcune di queste nazioni, come l’Iran del tiranno Ahmadinejad potrebbero usare l’arma nucleare. La cosiddetta “Primavera Araba” che ha acceso il cuore e l’illusione di molti ingenui fra noi, si è rivelata con il suo vero volto. Un grigio e rigido “inverno” dove i gruppi integralisti, a cominciare dai Fratelli Musulmani riporteranno indietro le lancette del tempo. Ma la forza d’Israele è anche l’unità di tutto Am Israel, dentro Israele e nella Golà, nella Diaspora. Uniti non abbiamo nulla da temere. Siamo tutti fratelli, a Roma, New York, Parigi, Mosca, fino Yerushalaim, Tel Aviv, Haifa, Itamar o Hevron, tanto per fare alcuni esempi.
Kol HaYehudim arevim ze la ze. Ogni ebreo e responsabile dell’altro.
Per questo dobbiamo mobilitarci con ogni mezzo, usando l’arma della verità e della giustizia. Aprendo al mondo intero gli occhi su un Israele faro della sapienza e del progresso in ogni campo, contro il buio dell’oscurantismo e del terrore dei suoi vicini.
Ma oggi è Rosh Hashanà ed è giusto parlare di cose liete che ci aspettano. Israele non è più un rifugio o la nostra “ultima spiaggia” bensì il luogo dove ricominciare una nuova vita, Jonathan, un ebreo romano ferito a 4 anni il 9 ottobre del 1982 dai palestinesi e che oggi vive in Israele dove ha messo su famiglia, alcuni giorni fa ha scritto un commovente intervento in merito alla discussione sul futuro ebraismo italiano ed il legame con nostre Comunità italiane, prendendo come esempio dal matrimonio di Dany Anav, nipote sabra di Lello con Elinor la figlia del nostro rav Cesare Moscati. A loro un particolare mazal tov.
Israele è meta di tante famiglie della nostra Comunità che “cancellandosi” ci annunciano con loro Alyà questo passo importante. Israele è il paese che nonostante la crisi economica che attanaglia l’umanità ha una crescita quest’anno di più di 5 punti del PIL e ne sono previsti per l’anno prossimo 7. La maggior parte delle aziende di HiTech quotate al Nasdaq sono israeliane. Un paese giovane che guarda ai giovani nelle sue politiche sociali e della famiglia. Un luogo dove costruire noi tutti le basi e “l’assicurazione” per i nostri figli. Per questo rafforzare e potenziare la lingua ebraica nelle nostre scuole non è più solo un optional, ma una necessità.
Ma se Israele è il nostro futuro, guardiamo anche al presente e rafforzare l’unità dentro la nostra antica e gloriosa Comunità è un obiettivo vicino. Abbiamo bisogno di guardarci negli occhi, abbandonare la voglia della polemica e a volte della maldicenza per intraprendere con coraggio la voglia dell’entusiasmo. Questa Comunità ha bisogno di azione e d’idee innovative. Soprattutto di persone disposte a guardare con ottimismo a ciò che possiamo costruire insieme in ogni campo.
La nostra è una Comunità vitale in ogni settore, a cominciare dalle scuole e a cui sono dedicati i maggiori sforzi finanziari ma ripagati a un crescente numero di alunni e di risultati in termini di profitto scolastico, riconosciuto agli esami finali da tutti i Commissari esterni. Siamo una Comunità vitale e dinamica dove sono infinite le attività in campo educativo, giovanile, sportivo e culturale. Una Comunità dove ogni istituzione ed ente dimostra una crescita costante. Dall’Ospedale Israelitico, fiore all’occhiello della Sanità laziale, alla Casa di riposo che si appresta tra pochi anni a quadruplicare i suoi posti letto anche per anziani non autosufficienti. Vitale con i suoi 15 Batei Hakeneset e circa 20 Minianim per Rosh Hashanà e Kippur. Solo ieri è stato inaugurato un terzo mikvè al Bet Shalom grazie alla donazione di un benefattore e tra pochi mesi ristruttureremo quello di via Balbo, e con una altra famiglia stiamo studiando il luogo dove aprirne un quarto.
Una vitalità oggi espressa anche dal cosiddetto “Ebraismo 2.0” che potete toccare con mano sul sito www.romaebraica.it completamente rinnovato e le nostre newsletter settimanali. In particolare la possibilità di leggere Shalom su un Iphone/Ipad o qualunque Smartphone su piattaforma Android. Una vera e propria rivoluzione che è solo all’inizio e che vi consentirà a breve scaricare la tefillà secondo rito romano, spagnolo o tripolino, di sentire ed imparare la liturgia dei Canti Tradizionali secondo i vari minagghim, poter scaricare l’audio/video della Parashà o Aftarà della settimana.
Entreremo, di fatto, nelle vostre case anche con gli eventi comunitari in video grazie alla collaborazione con la costituenda “Ebraica Channel”.
Tra poco nessuno potrà dire che non sapeva ed ognuno di noi non potrà, in particolare, non dovrà più sentirsi un “ebreo lontano”.

Shanà Tovà Vechatimà tovà a tutti”