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In questi giorni di meditazione e di bilancio, mi piace avvicinarmi a Kippur con questa riflessione di Emanuele Artom, scritta nei suoi diari poco prima di morire assassinato dai nazisti: “Sono contento di aver fatto il digiuno di Kippur, perché abbandonare l’ebraismo è sempre impoverirsi. Esistono sistemi etici superiori all’ebraismo, come quello che Kant esprime nella Critica della ragion pratica, ma essi sono inattuabili: la Bibbia rappresenta il massimo a cui possano giungere oggi gli uomini, non la si deve abbandonare perché oggi non è ancora un punto di partenza, ma un punto di arrivo”.

Anna Foa, storica