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…Pitigrilli

Su Libero di ieri, un articolo dedicato a Pitigrilli, al secolo Dino Segre, che ci viene presentato intento, fra una partita di poker e l’altra, a pelare patate nel 1943 in un campo di internamento in Svizzera. Scrittore torinese molto noto sotto il fascismo per la sua vita spregiudicata e i suoi libri considerati pornografici, resta conosciuto soprattutto per la sua attività di spia al servizio dell’OVRA, che lo portò a denunciare tutto il gruppo torinese di Giustizia e Libertà in cui si era infiltrato, e fra l’altro suo cugino Sion Segre. Periodicamente, escono libri ed articoli volti a riabilitarlo. Quello di Libero è fastidioso per due motivi: il primo è che le attività di Giustizia e Libertà a Parigi sono definite “congiure anti-italiane ordite negli ambienti massonici vicini alla Concentrazione antifascista”. Il secondo perché ci racconta che, alla morte di Pitigrilli nel 1975, la sua vedova Lina Furlan avrebbe chiesto a una persona che le faceva le condoglianze: “Ma a lei non dispiaceva che fosse ebreo?”. E poi si dice che gli italiani non erano antisemiti!

Anna Foa, storica