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…Iosef

Si dicevano fra loro: ‘Noi siamo colpevoli verso il nostro fratello perché vedemmo quanto fosse angosciato l’animo suo e non lo ascoltammo quando ci supplicava; perciò ci accade questa disavventura” Così i fratelli di Giuseppe quando Giuseppe chiede che gli sia portato Beniamino come controprova che loro non sono spie (Bereshith, 42, 21) Ma prima, nella scena delle vendita di Giuseppe agli Ismaeliti (Bereshith, 37, 28) il testo non dice di nessuna azione di Giuseppe. L’ultima volta che prende la parola è quando chiede a uno sconosciuto se abbai visto i suoi fratelli (Bereshith, 37, 16). Dell’incontro successivo coi fratelli a Dothan, noi abbiamo solo le parole e gli atti dei fratelli di Giuseppe. In quella scena egli è muto e passivo. La memoria gioca sempre brutti scherzi. Non evoca che cosa esattamente sia accaduto nel passato, ma testimonia delle domande che sorgono di fronte alle difficoltà del presente. Non falsa il passato, né lo inventa, ma lo ricostruisce. Diversamente si potrebbe anche dire: la storia propone e il presente dispone.

David Bidussa, storico sociale delle idee