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Di fronte ai dubbi espressi da Moshè in merito all’efficacia della sua discesa in Egitto, D.o gli risponde con la domanda “Ma-zè be-yadékha?”, “Che cosa hai in mano?”. I Maestri rilevano che la grafia della frase autorizza anche un’altra lettura: “mi-zè be-yadékha”, “da ciò che hai in mano”. La risposta ai dubbi di Moshè non deve venire dall’alto, ma dalla sua mano, dalla sua azione. Ciò vale per ognuno di noi: di fronte alle difficoltà di mantenimento del nostro Ebraismo, la risposta sta in mano di ognuno di noi. Sta noi agire, osservare le mitzwòth, studiare Torah, vivere in maniera ebraicamente etica per liberarci dall’Egitto che ci circonda.

Elia Richetti, presidente dell’Assemblea rabbinica italiana