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Il valore delle parole

“E Io porrò distinzione tra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo prodigio.” (Esodo 8, 19). Ben Ish Chay (Yosef Chayym di Bagdad 1832-1909) nota che la parola “Machar” (domani) è anche l’anagramma di “Rachem” (amore-misericordia) e, io aggiungo, di “Cherem” (scomunica-interdizione). Il valore numerico è di queste parole 248, quanto le mitzwoth positive, quanto le parole che compongono lo Shemà, quanto le membra che costituiscono l’individuo. L’invito che può sortire da questi simboli è che la distinzione e il ”Machar-futuro” (che è già domani) del popolo ebraico, sono determinati non solo dall’adempimento delle mitzwoth ma anche dalla consapevolezza che esse esprimono la nostra essenza. L’azione pratica deve essere riempita dall’amore verso il proprio fratello perché senza questo amore (Rachem) si diventa interdetti (Cherem).

rav Adolfo Locci, rabbino capo di Padova