…eterno

La vittoria di Aung San Suu Kyi alle recenti elezioni (anche se parziali) birmane, non a caso commentata anche da Elie Wisel, è un buon auspicio per il Pesach che ci apprestiamo a vivere. Ma il suo significato può ulteriormente estendersi, fino a incarnare il potenziale di penetrazione della democrazia in un’area geografica dove, diciamo così, non gode di grande credito. Ed, io credo, ha un significato anche per l’etica ebraica: il principio ghandiano della non violenza, verso cui io ho sempre mantenuto una posizione scettica per il semplice motivo che rischia di favorire la violenza del tiranno, può conseguire successi politici di rilievo, basta saper aspettare. Forse, ha un senso se ci si adatta al metro di misura temporale orientale, per cui la singola vita si dilegua nell’immensità dell’eterno.

Davide Assael, ricercatore