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Qui Roma – Un (difficile) reinserimento

Scrive Fabio Levi nell’introduzione al testo: “Nella considerazione dei partiti di maggioranza e dei governi centristi affermatisi negli anni Cinquanta del secolo scorso, davanti a tutti, prima dei perseguitati politici e poi anche di quelli ‘razziali’, dovevano stare i reduci della Repubblica di Salò. La Democrazia cristiana e i suoi alleati, malgrado l’opposizione dei partiti di sinistra, subordinavano qualsiasi azione risarcitoria per antifascisti ed ebrei all’approvazione di analoghe, se non più generose, misure rivolte ai reduci della repubblica collaborazionista di Mussolini. Era come lungo una fila in attesa: gli ebrei stavano in fondo, seminascosti da chi si trovava in una posizione più favorevole e avrebbe dunque avuto ascolto prima e meglio. Non importa che il posto d’onore fosse riservato ai loro persecutori”.
Fresco di presentazione alla Festa del Libro ebraico di Ferrara, il volume “Il difficile reinserimento degli ebrei-Itinerario e applicazione della Legge Terracini” (Zamorani editore, 2012) sarà oggi protagonista anche nella Capitale con un’intensa tavola rotonda che avrà luogo a partire dalle 17 alla Casa della della Memoria e della Storia. Al centro del dibattito, cui prenderà tra gli altri parte l’autrice Elisabetta Corradini, i vari passaggi che portarono all’emanazione della Legge Terracini – che vede la luce nel 1955 con l’intento di recare “Provvidenze a favore dei perseguitati politici antifascisti o razziali e dei loro familiari superstiti” – ma anche le sue reali applicazioni, comprensive di successive integrazioni e modifiche, verso chi fu vittima dell’odio nazifascista in Italia. L’occasione di fare il punto sull’efficacia dei risarcimenti e sul percorso di reinserimento degli ebrei italiani dal primo dopoguerra fino a oggi sarà data dalla presenza all’incontro di molti autorevoli relatori. Tra gli altri l’avvocato Giulio Disegni, che rappresenta l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di cui è consigliere nella specifica Commissione istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Micaela Procaccia (Archivio di Stato) e Fabio Levi (Università di Torino). Presiederà i lavori Claudio Fano, presidente ANPPIA Roma e Lazio, mentre le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale Guido Albertelli.